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Coronavirus, carabinieri: “Basta tolleranza”. Annunciato un piano di maxi-controlli

I carabinieri promettono pugno duro nei confronti dei trasgressori delle norme del Dpcm. Se la maggioranza dei trentini ha infatti obbedito ai provvedimenti, dall'altra un gran numero di persone continua ad addurre motivazioni non valide agli spostamenti da casa, mettendo a repentaglio la salute propria e degli altri. I reati, intanto, sono calati dell'80% rispetto allo scorso anno

Pubblicato il - 18 marzo 2020 - 09:34

TRENTO. Nell'ambito dei controlli straordinari per il rispetto delle norme del Dpcm, il comando provinciale dei carabinieri di Trento, con i suoi 79 reparti tra stazioni e compagnie, sta compiendo la sua attività sugli oltre 2400 chilometri di strade provinciali e statali che coprono i 166 Comuni trentini. Per operare nella sua attività di controllo e di informazione della cittadinanza, il comando generale ha appena inviato ulteriori militari di rinforzo destinati espressamente all'emergenza.

 

Se da un lato i controlli ci dicono che una parte consistente dei residenti e dei domiciliati in Trentino è pienamente rispettosa di quanto disposto dal governo, dall'altra ci sono ancora troppi che continuano a rimanere sordi al problema. La maggioranza di coloro che si muovono senza valida e impellente motivazione è spesso espressione di una ricerca di svago che non può essere soddisfatta in questa fase, visto il rischio di mettere a repentaglio la salute dei propri cari e quella degli operatori sanitari impegnati nel salvare vite.

 

Motivazioni come la ricerca di lavoro, di una casa in affitto, un weekend in una località turistica, una visita ad un amico/a o al/alla fidanzato/a, non valgono certo il rischio di esporre un operatore o un anziano alla probabilità indiretta di contagio, viste le importanti cifre di decessi oramai raggiunte in alcune zone del Paese.

 

La superficialità, dunque, non verrà più tollerata: i carabinieri promettono pugno duro nei confronti dei ragazzi trovati nei parchi o nelle piazze di paese, delle persone che si recano dal commerciante, al distributore di fiducia o addirittura a fare bisboccia. Anche coloro che si sono trattenuti in Trentino debbono restarsene a casa senza andare a passeggio.

 

L'attività preventiva ha registrato un calo di oltre l'80% dei reati negli ultimi 15 giorni rispetto all'anno scorso, con una forte discesa in particolare dei furti in abitazione. Ma ciò non deve indurre certezza, perché proprio il primo giorno d'attuazione del Dpcm, nel capoluogo, avveniva una rapina in abitazione ai danni di un'anziana, indotta ad aprire la porta a un uomo che le ha lasciato credere d'essere l'emissario del nipote in difficoltà.

 

I cittadini, pertanto, devono continuare a segnalare ogni fatto anomalo e sospetto, per consentire così il repentino intervento delle forze dell'ordine. In questo periodo le procedure devono essere attuate da tutti e la distanza interpresonale rigorosamente mantenuta, evitando i contatti. È questo infatti il primo “presidio” contro la diffusione dell'epidemia.

 

Lavarsi le mani, stare a casa e mantenere le distanze di sicurezza una volta usciti per una delle 3 motivazioni legittime indicate dal Dpcm sono le prime fondamentali accortezze. Nel contempo la tecnologia potrà ovviare alla distanza dai propri cari e dai propri amici.

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