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Coronavirus, chi sono i congiunti? Sembrano esclusi i "semplici" fidanzati e compagni non legati da unioni civili

Un amore non riconosciuto dalla legge che potrebbe restare escluso dalle disposizioni. Sono comunque diversi gli interrogativi. Chi sono i congiunti? Un'altra questione è l'estensione del grado di parentela. Sembrano esclusi i "semplici" fidanzati e compagni non legati da unioni civili che quindi si trovano a dover subire ancora gli effetti delle restrizioni per fronteggiare l'epidemia Covid-19, anche se non si escludono deroghe

Pubblicato il - 27 April 2020 - 16:12

TRENTO. Parte dell'amore resta ancora in lockdown, fuori-legge al tempo del coronavirus. E' arrivato il nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, quello che allenta alcune restrizioni ma alcune relazioni restano ancora in fase 1. Dal 4 maggio si può uscire di casa e varcare il confine comunale per incontrare parenti e familiari ma non fidanzate e compagni.

 

Un amore non riconosciuto dalla legge che potrebbe restare escluso dalle disposizioni. Sono comunque diversi gli interrogativi. Chi sono i congiunti? Un'altra questione è l'estensione del grado di parentela. E' sicuro che rientrano nella categoria degli "autorizzati" i familiari più stretti come genitori, figli, sorelle e fratelli. Probabilmente si può arrivare a nonni e nipoti, zii e cugini. 

 

Sembrano esclusi i "semplici" fidanzati e compagni non legati da unioni civili che quindi si trovano a dover subire ancora gli effetti delle restrizioni per fronteggiare l'epidemia Covid-19, anche se non si escludono deroghe. Il governo non si è ancora pronunciato, si è in attesa della circolare chiarificatrice di Roma per comprendere il significato delle "famiglie rimaste troppo a lungo divise dal lockdown". Intanto sono tantissime le proteste delle ultime ore.

 

Anche il mondo Lgbt prende posizione in quanto il nuovo decreto consente solo a parte della popolazione di ripristinare la rete di affetti, seppur obbligate a mantenere distanziamento sociale e precauzioni.

 

"Condividiamo senza dubbio la prudenza con cui ci sia avvia al superamento del lockdown della fase 1. A questo proposito - commenta Lorenzo De Preto, presidente di Arcigay del Trentino che riprende la segreteria nazionale dell'associazione - ci preme ricordare che i morti e le persone contagiate dal coronavirus e ricoverate nelle terapie intensive sono i nostri amici, i nostri conoscenti, i nostri nonni e le nostre nonne, i nostri genitori, le persone che abbiamo amato e ancora amiamo. Tuttavia sono fondamentali quelle famiglie di elezione, le amicizie, le reti sociali che ci costruiamo, indispensabili per mantenere l'equilibrio emotivo e psicologico. Rifiutiamo che l’incontro con i nostri affetti possa essere equiparato a un party di irresponsabili".

 

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