Coronavirus, ancora caos nelle Rsa, i famigliari: ''Fateci vedere i nostri cari''. Upipa: ''Eravamo pronti ma il Governo ha bloccato. Ora serve provvedimento della Pat''
E' previsto per martedì l'ok ad una delibera da parte della Giunta provinciale che darà il via libera alle visite nelle Rsa. Si dovranno seguire protocolli rigidi già stabiliti e i parenti non entreranno nelle strutture e in contatto diretto con gli utenti. Parolari: "Credevamo di partire con le visite già lunedì ma il governo nelle ultime ore ha deciso di non consentirle fino al 14 luglio. Ora per riaprire serve una assunzione di responsabilità anche della Pat''

TRENTO. “Fugatti non ha capito come funziona il sistema di visite nelle Rsa. Era stato dato il via libera per lunedì 15 giugno con un protocollo sicuro ed ora rinviano. Non capiscono che ci sono anziani che si stanno lasciando andare, che hanno bisogno di vedere i propri cari”. Sono dure le critiche che stanno arrivando dal comitato parenti delle Rsa di Cadine, gruppo Spes dopo le parole che il presidente della Provincia ha pronunciato nella conferenza stampa di ieri pomeriggio.
Fugatti, riferendosi alle Rsa, infatti, ha chiarito che lunedì ci saranno degli incontri con gli enti preposti alla gestione delle case di riposo, Upipa e Spes, per disciplinare le visite nelle strutture. La decisione sarà poi contenuta in un provvedimento adottato dalla giunta presumibilmente nella giornata di martedì. Questo significa che almeno fino a mercoledì le visite agli anziani non potranno essere fatte.
Una situazione ben diversa da quella invece descritta dai parenti della Rsa di Cadine. “La Pat già da tempo sta dialogando con Upipa e Spes per consentire le visite agli anziani e un protocollo era già stato adottato. Non si tratta della riapertura delle strutture ma solamente consentire, seguendo delle regole ben precise, la possibilità data agli ospiti di vedere i propri cari attraverso un plexiglas. Sono già stati fissati anche gli appuntamenti a partire da lunedì ma ora sembra saltare tutto di nuovo”.
Il protocollo adottato, ci spiegano i parenti degli ospiti della Rsa di Cadine, è molto rigido. Prima di tutto c'è una parete di plexiglas che separa l'ospite dai propri cari e che non permette in alcun modo alcun contatto. Ogni oggetto portato viene ovviamente disinfettato prima di essere consegnato e, nel caso di Cadine, in nessun modo i famigliari degli utenti entrano nella struttura. E' presente inoltre un addetto che controlla la situazione.
Un protocollo insomma molto rigido e che dovrebbe garantire al massimo la protezione degli anziani dal contagio. L'ok delle visite a partire dal 15 giugno, spiegano i famigliari, era stato deciso dopo l'incontro tra Pat e gli enti gestori. Ora sembra che tutto quello fatto nelle ultime settimane non esista.

“Il virus non passa da un vetro – spiegano dal comitato della Rsa di Cadine – e adesso Fugatti dichiara che forse per mercoledì emetteranno l'ordinanza, come non fosse mai successo nulla, come se gli anziani fossero già stati avvisati che da lunedì avrebbero potuto vedere i parenti. Chi ci governa non ha minimamente capito come si svolgeranno gli incontri e non si prendono la briga di venire a vedere”.
Tutto insomma rimane bloccato. Gli appuntamenti presi rischiano di non avvenire senza contare la delusione di tanti anziani pronti a rivedere i propri cari dopo oltre cento giorni. “Nelle Rsa non si muore di solo Covid 19 , gli anziani hanno bisogno di vedere i loro cari e in tanti si stanno lasciando andare”.
A chiarire la situazione è la presidente di Upipa Francesca Parolari. “E' vero – ha spiegato a ildolomiti.it – che da 15 – 20 giorni ci stiamo confrontando con la Provincia in merito alla riapertura. C'era l'assoluta convinzione che alla scadenza dell'ultimo Dpcm che sarebbe avvenuta domenica 14 giugno la questione non sarebbe stata normata ulteriormente e per questo si sarebbero potute avviare le visite seguendo delle precise linee guida per la sicurezza”. La sorpresa, però, è arrivata nella giornata di venerdì quando il Governo ha deciso a livello nazionale di non dare il via libera alle visite fino al 14 luglio.
Una decisione questa che ha colto di sorpresa il Trentino. “Venerdì pomeriggio – ha spiegato Parolari – ho immediatamente sentito la Provincia. Abbiamo subito chiesto sia al presidente Fugatti che all'assessora Segnana un provvedimento per riaprire visto che noi eravamo pronti”. Le sole linee guida elaborate nelle ultime settimane non erano per l'Upipa sufficienti e la richiesta è stata quella di una assunzione di responsabilità da parte della Pat. “Una decisione – ha concluso Upipa – che sarà condivisa e presa tra lunedì e martedì. Ai famigliari e agli utenti chiediamo un po' di pazienza visto che la situazione non dipende da noi ma dal governo nazionale. Gli appuntamenti per le visite slitteranno di due giorni”.














