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Confusione tra Zaia e Fugatti per le visite dei fidanzati tra Trentino e Veneto. La Protezione civile conferma il via libera

Il presidente Fugatti ha escluso la possibilità in conferenza stampa mentre Zaia aveva dato l'ok. L'assessore veneto Bottacin ribadisce che il suo Governatore aveva ragione e Raffaele De Col, dirigente della protezione civile trentina ha chiarito che per interpretare la parola "congiunti" serve fare riferimento alle indicazioni del governo nazionale che sulla questione aveva già dato l'ok 

Foto da internet
Di Giuseppe Fin - 19 maggio 2020 - 13:24

TRENTO. Se dovessimo seguire le parole pronunciate ieri dai due governatori di Trentino e Veneto, Maurizio Fugatti e Luca Zaia, si potrebbe (ironicamente) pensare che con le nuove ordinanze chi è residente in una provincia veneta, confinante con Trento,  ha il via libera per oltrepassare il confine e visitare il proprio fidanzato o fidanzata  ma questo non vale all'incontrario. (QUI L'ARTICOLO)

 

Ad escluderlo è stato proprio Fugatti nella conferenza stampa di ieri scatenando l'ansia ma anche la confusione tra i tanti innamorati già pronti a mettersi in macchina per ritrovarsi dopo settimane di allontanamento forzato.

 

 

La questione non è per niente semplice e nemmeno poco importante. Dopo le parole del presidente della provincia di Trento, in netta contrapposizione con il governatore Zaia, abbiamo cercato di trovare dei chiarimenti.

 

Se in Trentino tutto sembra avvolto dall'incertezza e sono poche le risposte certe che si riescono ad ottenere, dal Veneto, per fortuna, arrivano dei chiarimenti.

 

La prima conferma che le visite tra fidanzati residenti in province confinanti Veneto – Trentino possono essere fatte è arrivata dal numero verde attivato dalla Protezione civile veneta. Lo abbiamo contattato e ci è stato confermato che i fidanzati vengono intesi come congiunti. “Il termine congiunto – ci è stato spiegato telefonicamente – deve essere inteso nel significato che è già stato spiegato dal governo nazionale”.

 

In uno dei dpcm del presidente del consiglio Conte, la questione era già stata portata a galla. In un primo momento, infatti, sembrava che le fidanzate e i fidanzati fossero esclusi . I “congiunti” si intendevano “gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, la parte di un’unione civile tra le persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti”. Ma subito dopo è arrivata la precisazione del Governo che parlando di “affetti stabili” e comprendendo quindi i fidanzati, ha fatto rientrare il problema.

 

Ma accanto a questo l'ok sul fatto che i fidanzati possono farsi visita se residenti in province confinanti tra Trentino e Veneto, è arrivato anche dall'assessore regionale Veneto, Gianpaolo Bottaccin,  confermando, tra l'altro, le parole che erano state dette ieri dal governatore Zaia.

 

Dirimere la questione è stato più difficile in Trentino. Dopo diverse chiamate a portare qualche chiarimento è stato il dirigente della Protezione Civile, Raffaele De Col. “Per capire il significato della parola congiunti – ha spiegato telefonicamente – occorre fare riferimento a quello che dice il Governo. Il presidente Fugatti, con questo accordo, voleva però dare maggiore possibilità di movimento per i famigliari e i parenti”. Via libera quindi anche ai fidanzati. “Si, ma occorre precisarlo nell'autocertificazione e devono essere rapporti stabili. Su questo spero che i cittadini siano sinceri” conclude De Col. 

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