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| 16 mag 2020 | 08:59

Coronavirus, ok alle visite ai congiunti nelle province venete confinanti con il Trentino. Fugatti: ''Sarà sottoscritto l'accordo fatto con Zaia''

L'11 maggio era stato sottoscritto il documento tra Veneto e Trentino che dava il via libera agli spostamenti fra i comuni direttamente confinanti aprendo di fatto a una prima forma di circolazione interregionale. Lunedì sarà la volta delle province confinanti 

Coronavirus, ok alle visite ai congiunti nelle province venete confinanti con il Trentino
di Redazione

TRENTO. L'ipotesi si fa sempre più concreta. Lunedì 18 maggio, secondo quando riferito dal governatore Fugatti, sarà firmata una ordinanza che permetterà di andare a visitare i propri congiunti nelle province confinanti con il Trentino e quindi Vicenza, Verona e Belluno.

 

Su questo aspetto già nei giorni scorsi Fugatti aveva spiegato di essere al lavoro con il governatore Veneto Luca Zaia per riuscire a sbloccare la situazione come era già avvenuto con i comuni confinanti. (QUI L'ARTICOLO)

 

Grazie infatti ad un accordo sottoscritto l'11 maggio scorso tra Veneto e Trentino, era stato dato il via libera agli spostamenti fra i comuni direttamente confinanti aprendo di fatto a una prima forma di circolazione interregionale.

 

Successivamente i due governatori si sono messi al lavoro per cercare di estendere questa possibilità e la riunione avvenuta ieri tra lo Stato e la Regioni sembra aver fatto qualche passo in avanti. Per viaggiare liberamente tra le regioni vale la data del 3 giugno, quella stabilita dal Governo. L'accordo raggiunto invece tra Fugatti e Zaia che dovrebbe concretizzarsi nelle prossime ore con una ordinanza, consentirà di visitare i congiunti non più solo nei comuni strettamente confinanti ma anche nelle province e quindi, come già detto, Verona, Vicenza e Belluno.

 

 

“Lunedì – ha confermato in conferenza il presidente Maurizio Fugatti – tra i vari temi presenti nelle ordinanze che sottoscriveremo vi è anche quello della possibilità di visitare i congiunti nelle province limitrofe del Veneto”.

 

Sul tema degli spostamenti invece, sembra rimanere tutto fermo per il versante lombardo. “L'accordo è stato fatto con il Veneto perché la stabilizzazione e il livello di contagio è pressoché comune. Abbiamo chiesto la stessa cosa alla Lombardia ma ha ritenuto, in maniera legittima, di non accettare”.

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