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Caos visite ai parenti, fra Trentino e Veneto: non c’è ancora il via libera. La Pat: “Questione di ore”, ma nelle prefetture regna la confusione

Nonostante Fugatti lo scorso 16 maggio annunciasse: “Da lunedì si può andare in Veneto”, agli uffici governativi è arrivata solo una comunicazione e l’ordinanza non è ancora stata pubblicata. Le prefetture di Verona, Vicenza e Trento confermano che al momento non è possibile spostarsi fra Trentino e Veneto per far visita ai congiunti

Di Tiziano Grottolo - 18 maggio 2020 - 10:54

TRENTO. Se stamattina qualcuno è partito dalla provincia di Trento per far visita a un congiunto in una delle tre province venete di Verona, Belluno e Vicenza meglio che torni indietro: infatti, nonostante il 16 maggio il presidente della Pat avesse annunciato “da lunedì si può andare in Veneto”, ciò non è ancora possibile visto che l’ordinanza non è ancora stata pubblicata. Di conseguenza si potrebbe perfino incorrere in una multa qualora si venisse sorpresi fuori dalla propria regione.

 

L’accordo raggiunto tra Maurizio Fugatti e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, per il momento, rimane solo sulla carta visto che la Pat non ha ancora pubblicato l’ordinanza: “Questione di ore – ha sottolineato Raffaele de Col della protezione civile – nel pomeriggio il Presidente dovrebbe firmare l’ordinanza in linea con quella del presidente Zaia che consente di spostarsi nelle province venete confinanti per le visite ai congiunti”.

 

Nel frattempo il Veneto la sua parte l’ha fatta, nel provvedimento pubblicato da Zaia sulla sua pagina Facebook si legge: “Previa comunicazione congiunta da parte dei Presidenti delle Regioni o Province Autonome tra loro confinanti ai Prefetti competenti, da pubblicare sul sito dell’Amministrazione regionale e provinciale, è ammesso lo spostamento per visite a congiunti anche al di fuori della Regione del Veneto, nei limiti della provincia o ex provincia confinante, da parte di residenti in province collocate a confine tra Veneto e altre Regioni o Province Autonome. Lo spostamento può essere limitato a singoli comuni individuati nella comunicazione congiunta di cui al precedente periodo”.

 

 

Il problema è che le prefetture non hanno ancora avuto disposizioni chiare, nei giorni scorsi Zaia e Fugatti hanno mandato una comunicazione per anticipare l’accordo in questione, eppure provando a sentire direttamente gli ufficio territoriale di governo (Verona, Vicenza e Trento) le risposte sono state le più disparate.  Se le prefetture venete alla specifica domanda se gli spostamenti fra province confinanti fossero o meno consentiti hanno risposto negativamente. Dall’ufficio di Trento hanno confermato che al momento non esiste un’ordinanza e che è arrivata solo una nota che annunciava l’accordo.

 

A questo punto però viene da chiedersi quale sia l’efficacia di una politica fatta a colpi di annunci, perché nonostante quanto affermato da Fugatti lo scorso 16 maggio “a partire da lunedì i trentini possono visitare i propri congiunti nelle 3 province venete che confinano con il Trentino, ovvero Vicenza, Verona, Belluno”, i fatti dicono il contrario. Fino a quando l’ordinanza trentina non sarà firmata resta possibile spostarsi nelle province limitrofe del Veneto solo per motivi di salute, lavoro e urgenze inderogabili.

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