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Coronavirus, ciclista fermato mentre si fa Riva-Trento e si giustifica dicendo che stava tornando dal lavoro

L'uomo, ha spiegato di essere un dipendente di un ente pubblico e che era giustificato perché lo spostamento era per motivi di lavoro. Multata anche una signora che era arrivata nel capoluogo per comprare il cibo per il cane

Pubblicato il - 03 April 2020 - 13:15

TRENTO. Lo ha detto anche il presidente Fugatti ieri: negli ultimi giorni molti trentini stanno mollando e tornano a uscire di casa. Un comportamento gravissimo che rischia di rendere vani gli sforzi e l'impegno delle ultime settimane. E la conferma arriva anche dalle forze dell'ordine che ieri sono tornate a multare molte più persone degli scorsi giorni (quando le strade erano deserte e i cittadini rispettavano con maggior attenzione le regole per evitare il diffondersi del virus).

 

Ieri per esempio la volante della polizia di Trento ha denunciato una signora che da un comune limitrofo a Trento si era recata in città per comperare alcuni alimenti per il cane. Alla richiesta delle forze dell'ordine sul perché non li avesse comprati nel comune di residenza, aveva risposto che il suo cane era, oramai, abituato a quel tipo di crocchette e snack e che quindi doveva comprare quello specifico tipo di marca.

 

Sempre ieri, gli agenti del commissariato di polizia di Rovereto, durante i controlli lungo le piste ciclabili del territorio, nei pressi di San Giorgio hanno incrociato un ciclista bardato di tutto punto ed in sella ad una bici da corsa proveniente da Trento. L'uomo alla fatidica domanda ha spiegato di essere un dipendente di un ente pubblico e si è giustificato dicendo che si era recato sul posto di lavoro a Trento e stava rientrando a Riva del Garda, suo luogo di residenza. Di fronte alla pattuglia sbigottita per la giustificazione, il ciclista insisteva affermando di avere titolo per sfrecciare sulla pista ciclabile deserta, perché in transito per motivi di lavoro.

 

Ovviamente è stato comunque sanzionato dagli operatori di polizia, sia perché il transito sulle piste ciclabili per motivi di lavoro è limitato alle piste comunali, sia perché la ratio della norma intende chiaramente che gli spostamenti di lavoro devono essere con mezzi idonei e per la via più breve, non certo per avere un buon alibi per svolgere attività sportiva o passeggiate varie.

 

''Alcuni cittadini ancora non hanno ancora compreso o fanno finta di non aver compreso - commenta il vicequestore Salvatore Ascione - che siamo di fronte ad una sfida epocale e che la vinceremo solo se tutti rispetteremo i limiti imposti senza forzature o furbizie''. Nel frattempo, come annunciato ieri in conferenza stampa il questore Cracovia da oggi pomeriggio al fine di monitorare e contrastare il movimento di persone che dalle più varie località, potrebbero spostarsi nelle “seconde abitazioni”, ha disposto, in ambito provinciale, da parte di tutte le Forze di polizia, un controllo più stringente in prossimità dei caselli autostradali e sulle principali vie di collegamento con il Trentino.

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