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Coronavirus, contro le discriminazioni a Trento un pranzo di solidarietà con la comunità cinese, Centro Studi Martini: ''Paura esagerata''

Il pranzo si terrà domani, 8 febbraio, alle 13 al ristorante China Town in via Brennero 260/c.  Sarà in occasione della Festa delle Lanterne che conclude il periodo, in altri anni festoso, del Capodanno cinese

Pubblicato il - 07 febbraio 2020 - 12:30

TRENTO. Un gesto di solidarietà per esprimere vicinanza alla comunità cinese presente da tantissimi anni in Trentino. Questo l'obiettivo del Centro Studi Martini che per domani 8 febbraio, alle 13, in occasione della 'Festa delle Lanterne' ha deciso di organizzare un pranzo solidale al ristorante China Town in via Brennero 260/c. (QUI L'EVENTO)

 

Negli ultimi anni l'Italia, come tutto l'Occidente, ha visto crescere velocemente la presenza di persone ma anche di prodotti cinesi. Una comunità investita dalle polemiche nelle ultime settimane a causa del coronavirus. L'epidemia, è bene chiarirlo, ha avuto un tasso di mortalità all'estero piuttosto contenuto, almeno rispetto al precedente storico della Sars, anch'essa nata in Cina quasi due decenni fa, o ad altre situazioni di contagio “nostrane”.

 

In Italia vi è stato un deciso intervento delle autorità sanitarie e del governo. “Appare quindi esagerata – spiega in una nota il Centro Studi Martini - la paura del contagio e ingiustificabile la discriminazione dei cittadini cinesi che porta anche al boicottaggio di tutto ciò che è collegabile alla Cina: prodotti manifatturieri o ristoranti che siano”.

 

Ecco allora che si è deciso di cogliere l’occasione della Festa delle Lanterne che il prossimo 8 febbraio conclude il periodo, in altri anni festoso, del Capodanno cinese, per rinnovare un incontro con soci e amici del Centro attraverso un pranzo solidale che celebri la ricorrenza, testimoni la vicinanza della nostra comunità ai cittadini cinesi e per ringraziarli della disponibilità a collaborare fattivamente con le nostre autorità, anche con isolamenti volontari, così da ridurre ai minimi termini - se non addirittura eliminare completamente - la possibilità di un diffondersi del contagio.

 

“Chiunque lo desideri – conclude il Centro Martini - può unirsi e pranzare con noi, sarà un momento di amicizia e conoscenza e un segno concreto di solidarietà”.

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