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CoronaVirus, la Comunità cinese: ''Da anni siamo in Trentino ma ora chi ci incontra si copre bocca e naso e cambia strada''

Sono circa 1200 le persone che fanno parte della comunità cinese che vive e lavora nel nostro territorio. Hao Wu: "Abbiamo paura che questa psicosi si trasformi in razzismo. Da parte nostra massima collaborazione con le autorità e al momento non ci sono pericoli"

Pubblicato il - 01 febbraio 2020 - 19:07

TRENTO. “C'è un certo timore che questa psicosi possa trasformarsi in casi di razzismo ma il virus non lo abbiamo portato noi”, Hao Wu, 22enne, è il referente della prima Associazione Cinese nata in Trentino che ha come obiettivo di valorizzare, tutelare e promuovere la cultura e le tradizioni cinesi e favorire il mantenimento dei legami con la terra d’origine. (QUI L'ARTICOLO)

 

Pur non essendoci alcun allarme in Trentino, l'associazione fin dal primo momento si è messa a disposizione per collaborare con l'Azienda sanitaria e la Provincia per diffondere le informazioni necessarie e nel caso conoscere i protocolli da porre in essere in certe situazioni.  Purtroppo, però, gli inutili allarmismi diffusi nelle ultime settimane hanno semplicemente portato effetti preoccupanti nei confronti di una delle comunità più radicate sul nostro territorio.

 

In Trentino la comunità cinese conta all'incirca 1200 persone e dal punto di vista economico con la gestione di bar, ristoranti e di piccole attività artigianali, rappresenta un valore importante per il territorio. “Ad oggi – ci spiega Hao Wu – non abbiamo avuto situazioni gravi ma negli ultimi giorni più di un componente della nostra comunità è stato evitato da qualcuno mentre passeggiava per strada. Ci sono state persone che nell'avvinarsi  si coprivano bocca o naso oppure c'è chi addirittura ha cambiato strada”.

 

Comportamenti nati da informazioni sbagliate, fake news, messaggi e addirittura audio che in questi giorni stanno girando su whatsApp “Probabilmente con il passare dei giorni – continua Hao – la situazione peggiorerà e questo avrà ricadute anche sulle nostre attività che già stanno risentendo di un calo soprattutto per quanto riguarda i ristoranti”.

 

I referenti dell'Associazione Cinese Trentino nel corso dell'ultima settimana hanno avviato i contati con l'Azienda sanitaria. Giovedì si è tenuto un incontro formativo rivolto ad alcuni mediatori culturali dell'associazione con l'obiettivo la predisposizione di un numero dedicato al quale risponderanno gli stessi mediatori con informazioni e dettagli per i propri concittadini. Il numero è 331 6299111. “Ci è stato spiegato come rispondere – ha spiegato il presidente dell'associazione – e come fornire tutte le informazioni necessarie”

 

Nessuna preoccupazione per gli studenti che si trovano in isolamento volontario a Sardagna. Non hanno alcun sintomo e il fatto che siano in questa situazione deriva solamente dal rispetto dei protocolli decisi dal Ministero. (QUI L'ARTICOLO) “Stanno bene – ha spiegato Hao Wu – e non vi è alcun pericolo. Sono studenti universitari”. Alcuni componenti della comunità cinese si trovano ancora oggi in Cina. “Non conosco con precisione il numero di quante siano le persone che dal Trentino sono partite per andare in Cina in occasione del Capodanno – spiega il presidente – ma sono comunque bloccati perché non ci sono voli di collegamento tra la Cina e l'Italia”.

 

Infine l'ultimo auspicio. “Spero che la situazione migliori – ha concluso Hao – perché il virus non l'hanno portato di certo i cinesi che vivono da anni in Trentino. Quasi tutta la nostra comunità, tra l'altro, arriva da una zona a sud – est della Cina a circa mille chilometri dalla città individuata come focolaio primo del virus”.

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