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Coronavirus, "Così moriremo di solitudine" i circoli anziani del Trentino contro l'ipotesi di un lockdown per gli over 70

Il presidente dei circoli trentini Tullio Cova critica l'ipotesi elaborata dall'Ispi evidenziando diverse criticità che vanno dalla necessità di strutture per ospitare le persone ai problemi che si potrebbero creare nelle famiglie 

Di Giuseppe Fin - 02 November 2020 - 04:01

TRENTO. L'ipotesi di un lockdown per fasce d'età (Qui l'articolo) ha fatto nascere diverse discussioni. L'idea è arrivata da una ricerca dell'Ispi, l'Istituto per gli studi di politica internazionale, che ha provato a valutare dati alla mano, l'ipotesi dell'isolamento per fasce d'età. Secondo una proiezione, imponendo un lockdown ai soli over 80 la mortalità da Covid verrebbe dimezzata, mentre l'isolamento per gli over 60 diminuirebbe di 10 volte la letalità del virus

 

Il risultato, insomma, della ricerca, ha dimostrato come sia possibile pensare a delle forme di isolamento che mettano al riparo le categorie più esposte al contagio.

 

Proprio in queste ore si sta discutendo da parte del Governo, dopo la richiesta di alcuni governatori di Regione, di mettere in campo dei provvedimenti ad hoc per gli over 70 per il contenimento dei malati.

 

Non tutti, però, la pensano allo stesso modo e le criticità non mancano. Con il lock-down, se ci sarà la necessità di questo "isolamento", pensiamo agli anziani che vivono con altri famigliari e che quindi, per la loro sicurezza, avrebbero bisogno di avere un luogo dove stare da soli, ma anche le problematiche di altro genere che nascerebbero nelle famiglie con nonne e nonni.

 

A non condividere l'idea e Tullio Cova, presidente dei 122 circoli anziani del Trentino ai quali sono iscritti circa 25 mila persone. “Io sono una persona che vuole combattere la solitudine delle persone e di certo ritengo questa ipotesi non giusta” ci spiega Cova. “Uno dei principali problemi di una persona anziana è quella dell'essere purtroppo spesso messa in disparte e non avere contatti con nessuno. Non possiamo pensare ad un lock-down del genere, le persone muoiono anche di questo”.

 

Il tema, ci spiega il presidente dei circoli anziani, è stato discusso anche a livello nazionale in occasione della decisione di chiudere tutti i circoli visto il peggioramento della pandemia. “E' un problema a cui non tutti pensano – ci dice Cova – ma viene a mancare quel rapporto fra persone che aiuta tantissimo gli anziani, è come una medicina. Mancherebbero poi, comunque, le strutture dove ospitarli visto che in tanti abitano con altri famigliari”.

 

Di una linea leggermente diversa Melchiorre Redolfi, presidente del circolo dei Solteri ed ex presidente della circoscrizione Centro Storico Piedicastello di Trento. “Oggi – ci spiega – nella situazione in cui ci troviamo dobbiamo fidarci degli esperti e ascoltarli. Se a noi anziani chiedono dei sacrifici dobbiamo sforzarci tutti assieme a farli”. Di certo, spiega Redolfi, non ci sarebbero proteste come quelle che vediamo in questi giorni. “Guardate le proteste che ci sono oggi in tutta Italia – continua – sono tutti giovani. Noi anziani riusciamo a comprendere la situazione di gravità che abbiamo davanti. Io mi aspettavo il ritorno del virus ma non che progredisse in maniera così rapida”.

 

Redolfi, però, non nasconde diverse criticità sull'ipotesi di un lock-down per gli over 60. “Per prima cosa – ci dice – servono le strutture per ospitare gli anziani messi in isolamento e nel caso servirebbero aiuti anche dallo Stato. C'è poi da pensare anche alle tante famiglie che si appoggiano ai nonni per accudire i bambini e questo consente ai genitori di andare a lavorare”.

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