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Coronavirus, Fugatti: “L’arancione è dietro l’angolo e il rosso idem. Se siamo irresponsabili arriva il lockdown”

Fugatti prova a fare chiarezza: “In Trentino la situazione è grave. I dati sulle terapie intensive? Da un punto di vista statistico ci confortano anche se domani potremmo essere smentiti. I decessi? L’andamento attuale ci accomuna al periodo di marzo dove il trend fu importante. L’Rt? Ancora alto, ma è calato molto rispetto alla scorsa settimana”

Di Tiziano Grottolo - 15 novembre 2020 - 20:17

TRENTO. I dati di oggi, 15 novembre, parlano di 268 nuovi positivi e 8 decessi. Un bilancio grave che per di più non tiene conto dei risultati dei test antigenici rapidi che la Provincia continua a non voler comunicare, con la scusa che dal Ministero non hanno dato il via libera (altre Regioni invece li inseriscono nei rispettivi bollettini). Il presidente della Provincia comunque, pare voler correggere il tiro, o perlomeno prepararsi a parare il colpo, quando afferma: “L’ho sempre detto, l’arancione è dietro l’angolo e il rosso idem. In Trentino la situazione è grave non vorrei che gli sforzi fatti finora siano vanificati”.

 

Detto questo però, Maurizio Fugatti ci tiene a precisare per l’ennesima volta di essere l’unico presidente di regione a cui sono stati decurtati alcuni decessi legati al coronavirus: “Analizzando le terapie intensive – aggiunge – da un punto di vista puramente statistico i dati ci confortano perché negli ultimi 4 o 5 giorni non sono cresciute tanto, anche se domani potremmo essere smentiti”. Eppure, precisa lo stesso presidente della Pat:L’andamento dei decessi attuale ci accomuna al periodo marzo dove il trend dei decessi fu importante. Se siamo irresponsabili arriva il lockdown”.

 

Dopodiché sono stati elencati alcuni dei dati che spiegherebbero il motivo per cui il Trentino si trova ancora in zona gialla: ovviamente c’è l’Rt, l’indice di trasmissibilità del contagio, a quota 1.3 “ancora alto – dice Fugatti – ma è calato molto rispetto alla scorsa settimana”. Poi c’è un indicatore che riguarda il contact tracing e del tracciamento: “Il totale delle risorse umane che il Trentino mette per fare il contact tracing è di 2.7 ogni 10mila persone”.

 

Dati della Provincia suffragati dai controlli del Ministero assicura Fugatti, che poi tesse le lodi di un altro parametro: il numero di casi confermati di infezione nel territorio per cui sia stata fatta una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti rispetto al totale dei nuovi casi confermati, “in Trentino questo indice è al 100%”. Tutto bene? Non proprio: Non possiamo pensare di averla scampata – ribadisce Fugatti – ciò che accadrà nella prossima rilevazione del Ministero non lo sappiamo, se il contagio dovesse aggravarsi la zona arancione è dietro l’angolo”.

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