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| 13 nov 2020 | 18:11

Coronavirus, il Trentino per ora rimane in ''zona gialla''. Fugatti: ''Non abbiamo altre comunicazioni ma preoccupano i decessi e l'aumento dei contagi''

Sono i risultati delle analisi fatte sui dati che vanno dal 2 all'8 novembre comunicate quest'oggi dalla cabina di regia dell'Istituto superiore della sanità

Coronavirus, il Trentino per ora rimane in zona gialla''
di Redazione

TRENTO. Il Trentino rimane in fascia gialla assieme, secondo le prime indiscrezioni, al Lazio, Molise, Sardegna e anche il Veneto.

 

A confermare di non aver avuto altro genere di comunicazione è anche il governatore Maurizio Fugatti. "Sono in corso interlocuzioni con il ministro della Salute Speranza per valutare una ordinanza ad hoc". Come già detto, il Trentino secondo i criteri che tengono conto dell'Rt e altri 21 parametri, "non vi è stata alcuna comunicazione su un eventuale avanzamento in zona arancione o rossa".  Ciò che ci preoccupa, ha spiegato Fugatti, sono i decessi e il contagio che è oggettivamente in crescita. "I 12 decessi di oggi - ha continuato il governatore - sono sopra la media nazionale".

 

Le regioni che invece passano in “zona arancione” sono l'Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche. Queste vanno ad unirsi a Liguria, Abruzzo, Basilicata, Puglia, Sicilia e Umbria.

 

Per quanto riguarda Campania e Toscana, invece, è prevista la “zona rossa”. Andranno quindi ad aggiungersi a Calabria, Lombardia, Piemonte, Provincia di Bolzano e Val d'Aosta.

 

Sono queste le nuove indicazioni che sono arrivate dall'analisi dei dati che vanno dal 2 all'8 novembre comunicate quest'oggi dalla cabina di regia dell'Istituto superiore della sanità.

 

Sempre in base al monitoraggio, l'Rt medio nazionale, il fattore di replicazione dell'epidemia, è sceso sotto l'1,5. Era a 1,71 in base ai dati della settimana dal 26 ottobre al primo novembre, adesso è sceso a 1,43.

 

Da parte dell'Iss viene ripetuta la richiesta di una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. La preoccupazione principale rimane infatti la pressione che si ha sugli ospedali.

 

Pur essendo infatti una riduzione della trasmissibilità, continuano ad aumentare l'impatto sui servizi assistenziali.

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