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Coronavirus, il governatore dell'Abruzzo: ''Noi in zona arancione con Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana''. Fugatti: ''Restiamo in gialla, ciò ci conforterebbe''

 Marco Marsilio ha spiegato su Facebook quanto anticipatogli dal ministro Speranza. Cambia, quindi, la mappa dell'Italia. Aumentano i morti di 356 unità mentre i contagi sono oltre 25mila

Pubblicato il - 09 novembre 2020 - 18:57

TRENTO. ''Il fatto di non essere stati chiamati dal ministro e nemmeno i nostri tecnici pare confermare che rimaniamo zona gialla. Questo ci conforterebbe''. Così il presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti durante la conferenza stampa quotidiana con i giornalisti via web perché lo stesso presidente è in isolamento perché positivo al contagio.

 

Le dichiarazioni giungono a pochi minuti da quanto detto dal presidente dell'Abruzzo Marco Marsilio che ha spiegato che "il ministro Speranza mi ha anticipato poco fa l'esito della riunione che ha stabilito il passaggio dell'Abruzzo, insieme ad altre quattro Regioni - Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana - nella zona arancione. Gli effetti del provvedimento che il ministro si appresta a firmare in serata avranno decorrenza dalla giornata di mercoledì". 

 


 

Il tutto a fronte di una curva del contagio che, nelle ultime ore, ha fatto registrare altri 25.271 contagi su scala nazionale, con 147.725 tamponi e 356 morti. Se i positivi restano, in qualche modo, collegati al numero di tamponi e quindi la crescita rallenta quando cala anche il numero di tamponi eseguiti i decessi sono il segno del peggioramento della situazione e così il totale dei decessi dall'inizio dell'emergenza si porta a 41.750 unità

 

Sono 100 le terapie intensive nelle ultime 24 ore e così il totale sale a 2.749 mentre sono 27.636 i ricoveri ordinari, ieri erano 26.440 (quindi sono cresciuti di 1.196 unità). La regione con più casi in valore assoluto è la Lombardia (+4.777), poi c'è la Campania (+3.120), il Piemonte (+2.876), la Toscana (+2.244) e il Veneto (2.223).

 

 

Questo quel che accade in zona arancione:

 

Divieto di circolazione dalle 22 alle 5, salvo che per motivi di salute, esigenze lavorative o comprovate necessità

Divieto di ingresso e uscita dalla regione e divieto di circolazione in un comune diverso da quello di residenza salvo che per motivi di salute, esigenze lavorative, comprovate necessità, per rientrare nel proprio domicilio, assicurare la didattica in presenza o usufruire di servizi non presenti nel proprio comune

Chiusura degli esercizi commerciali all'interno centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, salvo farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabacchi, edicole

Regolare attività di farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabacchi, edicole

Didattica a distanza al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, salvo laboratori e attività di alunni/e con disabilità e bisogni educativi speciali

Didattica in presenza con uso obbligatorio della mascherina, salvo per bambini/e al di sotto dei 6 anni e con disabilità incompatibili con la mascherina

Corsi di formazione pubblici e privati a distanza
salvo per medici e attività di formazione ministeriale

Raccomandazione di ricorrere al lavoro agile (smart working) nella percentuale più alta possibile

Sospensione delle prove concorsuali preselettive e scritte, pubbliche e private
salvo per il personale sanitario, protezione civile e abilitazione professionale

Mezzi di trasporto locali e regionali al 50% della capienza

Attività di ristorazione consentite solo con consegna a domicilio e, fino alle 22, asporto. Divieto di consumazione al tavolo, al banco o nelle adiacenze del locale. Regolare attività per le mense e la somministrazione di cibo e bevande in autostrade, ospedali e aeroporti

Chiusura di palestre, piscine, centri benessere, centri termali, impianti sciistici. Consentita l’attività motoria all’aperto e presso centri sportivi all'aperto e le attività riabilitative e terapeutiche

Regolare attività dei servizi alla persona (barbieri, parrucchieri, estetisti)

Chiusura di musei, cinema, teatri, centri sociali e ricreativi

Chiusura di sale giochi, sale scommesse, bingo e casinò anche all’interno di locali adibiti ad attività differente

Chiusura di parchi tematici e di divertimento, salve attività ricreative, ludiche ed educative

Sospensione di eventi, congressi, spettacoli dal vivo, discoteche

Consentiti eventi sportivi riconosciuti dal Coni e dal Comitato italiano paralimpico a porte chiuse

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