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Coronavirus, cresce ancora l'Rt in Italia. In Veneto all'1.08. Iss: "Situazione ancora grave per elevato impatto sui servizi assistenziali"

Nell'ultimo bollettino dell'Istituto superiore di sanità, il quadro che emerge per la settimana dal 21 dicembre al 27 presenta ancora delle criticità. L'indice Rt si attesta allo 0.93, ancora in crescita rispetto alle scorse settimane. Situazione problematica in alcuni territori

Di Davide Leveghi - 31 dicembre 2020 - 17:56

TRENTO. Cresce ancora l'indice Rt in Italia. Dal bollettino settimanale dell'Istituto superiore di sanità, concentrato sulla settimana dal 21 al 27 dicembre, emerge un quadro in controtendenza rispetto a novembre. L'ultimo mese dell'anno del 2020 ha infatti registrato un progressivo aumento del tasso di trasmissibilità, ora attestatosi allo 0,93% a livello nazionale (era allo 0.9 nella settimana precedente).

 

In un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento dei casi in molti Paesi del Vecchio continente, l'epidemia in Italia continua a “mantenersi grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali”. In particolare sono tre le regioni a registrare un indice Rt maggiore di 1, con il Veneto all'1.08. Anche Liguria e Calabria “sfondano” la quota di 1, trovandosi così assieme alla più popolosa regione del Nord-Est in uno scenario di tipo 2.

 

Partendo dalla premessa che la settimana in valutazione è quella natalizia, con giorni festivi che corrispondono necessariamente a un numero minore di tamponi effettuati, incidenza (305,47 per 100mila abitanti) e velocità di trasmissione continuano a essere alte. La gravità della situazione viene determinata dalla pressione sugli ospedali, ancora rilevante.

 

A livello nazionale, secondo i dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sia per terapie intensive che per ricoveri in area non critica la media rimane al di sotto delle soglie di allerta. Al 29% per le prime e al 37% per le seconde, queste voci rimangono comunque critiche in singoli territori (sono 10 le regioni o province autonome al di sopra delle soglie), come ad esempio in provincia di Trento, dove i posti di terapia intensiva occupati si trovano al 50%, mentre al 63% quelli in area non critica.

 

Complessivamente, secondo i dati dell'Iss, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve diminuzione da 2731 del 21 dicembre a 2565 del 28, mentre in area medica si passa dai 25.145 del 21 ai 23.932 del 28. Tale tendenza, nondimeno, sottende forti variazioni inter-regionali.

 

Nell'ultimo giorno dell'anno i nuovi casi registrati sono ancora molti: 23.477. Sono 555, invece, i decessi. Da inizio epidemia, i casi totali registrati sono 2.107.166, mentre le vittime 74.159. I guariti/dimessi nelle ultime 24 ore sono 17.421, per un totale di 1.463.111 da inizio pandemia.

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