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| 24 dic 2020 | 13:46

Coronavirus, situazione in miglioramento negli ospedali ma Rt in lieve crescita. In Veneto è all'1.1. Ecco i dati del monitoraggio settimanale dell'Iss

Nella conferenza stampa di presentazione dei dati del monitoraggio settimanale effettuato dall'Iss, Silvio Brusaferro e Giovanni Rezza hanno illustrato un quadro "in fase di transizione e stabilizzazione". L'Rt rimane al di sotto dell'1 in tutto il Paese, eccetto in Veneto

Coronavirus, situazione in miglioramento negli ospedali ma Rt in lieve crescita
di Davide Leveghi

TRENTO. Rt in lieve aumento nelle ultime due settimane ma al di sotto dell'1 in tutta Italia, a eccezione del Veneto. È questa la situazione emersa nell'ultimo monitoraggio svolto dall'Istituto superiore di sanità rispetto alla situazione Coronavirus nel Paese. Nella conferenza stampa settimanale, il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro e il direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute Giovanni Rezza hanno illustrato i dati della cabina di regia, evidenziando il quadro dell'evoluzione epidemiologia nella settimana appena trascorsa.

 

“Nel panorama europeo, la circolazione del virus continua a essere forte – ha esordito Brusaferro – il nostro Paese è in fase decrescente ma i nostri vicini no. Lì la situazione epidemiologica dà chiare indicazioni di crescita”.

 


 

Con quasi 2 milioni di casi registrati da inizio epidemia, l'Italia si trova al momento in una fase calante rispetto al numero dei contagi. Sono 1.963.023 i casi positivi individuati da inizio epidemia, di cui 86.958 tra gli operatori sanitari. I guariti sono 1.112.219, mentre i deceduti 67.540, pari al 3,4% degli infetti. Con un'età mediana dei casi di 48 anni (“in calo rispetto alle scorse settimane”), il contagio pare colpire percentualmente di più le rappresentanti del sesso femminile (51,5% contro il 48,5%).

 


 

L'aumento dei casi più importante è stato registrato nella Regione Veneto. “Se osserviamo l'incidenza cumulativa per 100mila abitanti a 7 e 14 giorni, dato quest'ultimo più puntuale, notiamo una decrescita in tutto il Paese eccetto in Veneto – ha spiegato Brusaferro – tale indicatore è molto sensibile. A livello nazionale abbiamo un'incidenza di 157 contagi ogni 100mila abitanti. L'obiettivo a cui dobbiamo puntare è avvicinarsi ai 50 contagi ogni 100mila abitanti in 7 giorni. Le realtà regionali, d'altra parte, sono molto diverse fra loro. Per questo è importante modulare gli interventi”.

 

Con un'età media dei contagi che scende a 48 anni, al momento la percentuale di sintomatici sul totale dei nuovi casi registra un leggero aumento. Diminuiscono invece i casi con stato clinico lieve. “L'indice Rt segna negli ultimi 14 giorni un lieve aumento – prosegue Brusaferro – passando a 0.9. In tutta Italia registra un dato inferiore all'i1, a eccezione di una regione”. Quella regione è il Veneto, dove l'indice Rt si pone a 1.1.

 


 

Per quanto riguarda la situazione negli ospedali, il presidente dell'Istituto superiore di sanità illustra un quadro in miglioramento, anche se lento. “In area medica stanno diminuendo i posti letto, così come in terapia intensiva. Stanno così rientrando sotto la soglia del 30% per l'area critica e del 40% per quella non critica. Il significato di questa soglia è decisivo perché sopra a quella i servizi programmati vengono dilazionati. In ogni modo, c'è una variazione fra le regioni”.

 

Nell'infografica sulle proiezioni dell'occupazione dei posti letto a 30 giorni, la percentuale di probabilità di superamento delle soglie critiche di occupazione in area medica e terapia intensiva al 21 gennaio 2021 se si mantiene invariata la trasmissibilità vede un maggiore rischio per territori come il Molise e la Val d'Aosta. Anche il Trentino registra dati ad alto rischio, soprattutto in area non critica.

 


 

Nelle terapie intensive, i ricoveri interessano maggiormente persone di sesso maschile, di fascia d'età tra i 60 e gli 80 anni, e con un trascorso medico più complicato. L'età dei deceduti, invece, si mantiene attorno a 80 anni.

 

“C'è una certa instabilità a livello regionale, in una fase di complessiva transizione – ha commentato Rezza – dopo settimane di tendenza di diminuzione nell'Rt e nei nuovi casi, ora invece c'è una tendenza alla stabilizzazione. Nelle ultime 2 settimane si è registrato nell'ambito dell'Rt un lieve incremento, con una situazione instabile in regioni come Lazio e Lombardia, e un indice al di sopra dell'1 solo in Veneto. Bisogna continuare a tenere alta l'attenzione, cercando di abbattere l'incidenza”.

 

I segnali negli ospedali sono positivi ma siamo ancora sopra la soglia del 30% per le terapie intensive, un indicatore pesante del carico sulle strutture ospedaliere. Bisogna fare in modo di scendere al di sotto, o se no ne soffre l'intero sistema”. Rispetto alla variante inglese, Rezza ha poi concluso: “Attualmente non sembra che questa variante abbia evidenze di maggiore gravità clinica, né effetti potenziali sull'efficacia del vaccino”.

 

Nel giorno del cenone, il membro della cabina di regia ha invitato a evitare le grandi tavolate. “Più gente c'è più la probabilità di contagiarsi è alta”.

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