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Coronavirus, dal Codacons prima causa di risarcimento danni alla Cina

Parte in Italia la prima causa di risarcimento per danni da pandemia. Ad intentarla il Codacons per conto di una donna di Frosinone che prima ha perso la madre a causa del Covid 19 e poi, dopo essere risultata positiva al virus, è stata ricoverata ed intubata per gravi complicazioni polmonari

Pubblicato il - 24 dicembre 2020 - 15:19

TRENTO. “La prima causa di risarcimento per danni da pandemia” ad intentarla il Condacons per conto di una cittadina italiana e la prima udienza sarà il 13 gennaio.

 

La donna, una casalinga residente nel frusinate prima ha perso la madre a causa del Covid-19 e poi, dopo essere risultata positiva al virus, è stata ricoverata ed intubata per gravi complicazioni polmonari, e tuttora è costretta a sottoporsi a controlli e visite periodiche.

 

Con tale causa il Codacons, viene spiegato in una nota, chiede il risarcimento dei danni subiti dalla donna a causa del contagio sia sul fronte del danno biologico, per il periodo di ricovero ed intubazione, sia su quello del danno non patrimoniale, per lo stress subito a causa del contagio che ha portato la signora a vivere in un costante stato di paura e che ancora oggi la limita negli spostamenti e nelle relazioni interpersonali.

 

Il risarcimento viene richiesto alla Repubblica Popolare Cinese. Nello specifico, il primo motivo è la commercializzazione di animali selvatici all’interno del wet market di Wuhan, dove vengono tenuti animali vivi che, al momento della vendita, sono uccisi e macellati sul posto e, molto spesso, tra questi animali vi sono specie selvatiche la cui commercializzazione è vietata. Il secondo motivo è il ritardo ed omissioni nella comunicazione dell’esistenza di casi di polmonite a causa sconosciuta.

 

“Vi sono studi e documenti dai quali emerge che i primi casi di contagio risalgono già a novembre, ma la comunicazione ufficiale della Cina all’Oms è del 31 dicembre. In tal modo si è permesso che il virus circolasse al di fuori dei confini cinesi e si estendesse in tutto il mondo” viene spiegato dal Codacons ma non solo. Si stanno anche raccogliendo le adesioni ad una maxi-class action contro Regioni e Asl per conto dei parenti degli anziani deceduti all’interno delle Rsa, i quali potranno chiedere il giusto risarcimento in caso di errori, omissioni, negligenze e ritardi da parte delle strutture sanitarie e delle amministrazioni competenti.

 

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