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Coronavirus, firmato il Dpcm: in zona rossa chiusi bar, ristoranti e negozi ma non i parrucchieri

Le nuove misure entreranno in vigore dal prossimo 5 novembre. Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d’Aosta saranno considerate “zone rosse”, la Campania in bilico. Nei territori ad alto rischio contagio vietato ogni spostamento in entrata e in uscita, ma anche quelli interni

Di T.G. - 04 novembre 2020 - 10:11

TRENTO. Dopo una lunga discussione il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal 5 novembre e che dividerà l’Italia in tre zone, in base al rischio di trasmissione dei contagi. Divieti e misure diverse a seconda del “colore” della zona (rossa, arancione e verde) che saranno stabilite in base all’indice Rt, che descrive il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia, e ad altri 21 parametri differenti. Spetterà al ministro della Salute, tramite ordinanza, inserire Regioni e Province nelle varie zone.

 

Da quanto trapela nella zona rossa per ora dovrebbero essere inserite Lombardia, Piemonte, Calabria, Alto Adige e Valle d’Aosta, in forse la Campania. Nella zona intermedia (arancione) dovrebbero trovarsi Puglia, Sicilia, Liguria. In bilico Veneto e Trentino. Tutti gli altri territori sono considerati zona verde. In tutta Italia sarà imposto il coprifuoco a partire dalle 22, in vigore fino alle 5 del giorno seguente. Inoltre, per le superiori si va verso la didattica a distanza al 100%, quindi le lezioni si seguiranno da casa, mentre la capienza dei mezzi pubblici scende al 50%.

 

Nelle zone verdi, oltre alle misure che si applicano su tutto il territorio nazionale, i centri commerciali sono chiusi il weekend, così come sale slot, bingo musei. Restano accessibili i parchi pubblici ma solo con il distanziamento. Bar e ristoranti dovranno chiusi alle 18. Nelle zone arancioni invece, i locali dovranno proprio rimanere chiusi.

 

In zona rossa le misure saranno estremamente restrittive perché entrerà in vigore una sorta di lockdown. In questi territorio non si potrà né uscire né entrare, inoltre anche gli spostamenti all’intero dei confini saranno limitati alle ragioni assoluta necessità, salute o lavoro. Per quanto riguarda le scuole la didattica a distanza sarà estesa anche alle medie. Ovviamente dovranno rimanere chiusi bar e ristoranti e tutti i negozi che non vendono beni essenziali. Da quanto trapela i parrucchieri potrebbero rimanere aperti anche in zona rossa. Infine non è escluso il ritorno dell’autocertificazione.

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