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Nuovo Dpcm, c'è la bozza: coprifuoco in tutto il Paese e divisione delle regioni per fasce con ''lockdown light alla tedesca''

Manca l'ufficialità anche se dopo lunghe discussioni è emersa la bozza nel nuovo documento che dovrebbe entrare in vigore il 5 novembre. Quel che sta succedendo in Alto Adige dovrebbe anticipare quanto potrebbe accadere in almeno altre tre regioni. Si va dalla chiusura di bar, ristoranti e negozi alla didattica online al 100% alle superiori passando per le mascherine alle medie ed elementari al coprifuoco alle 22 per tutti

Pubblicato il - 03 novembre 2020 - 19:39

ROMA. Coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino in tutta Italia, mascherine anche a scuola, chiusura centri commerciali la domenica e divisione in tre fasce del Paese (da verde a rosse) in base al livello di contagio di ogni singola regione o provincia autonoma. Questo quanto emerge dalle ultime bozze del dpcm che dovrebbe essere approvato questa notte per diventare operativo da giovedì 5 novembre. Il dibattito tra regioni e governo centrale è stato lungo e articolato e, come spesso accade, è stato l'Alto Adige ad anticipare tutti decidendo già ieri per un coprifuoco generale a partire dalle 20, la chiusura di tutte le attività da bar a ristoranti, da negozi a cinema e teatri, riducendo al minimo le possibilità di spostamento dei cittadini (ci sono oltre 20 comuni, compreso Bolzano, che sono stati decretati ''zona rossa'' e dunque chiusi al mondo esterno se non per ragioni lavorative, sanitarie e di emergenza sottoposti a veri e propri lockdown) e prevendendo anche il 100% della didattica a distanza per scuole superiori e università da settimana prossima (QUI IL DETTAGLIO).

 

Ora si annunciano misure simili per le altre regioni ritenute da ''zona rossa'' con livelli di contagio tanto preoccupanti quanto quel che sta succedendo in provincia di Bolzano. Per queste il Governo sta prevedendo la possibilità di fare la didattica a distanza al 100% per le superiori e prevede anche la chiusura dei negozi e lo spostamento su smart-working di moltissime attività. Rientrano in questa fascia di cosiddetto lockdown soft, come detto, l'Alto Adige (con Rt 1,9),  Lombardia (2,01), Piemonte (1,99) e Calabria (1,84) e rischiano anche la val d'Aosta, la Sicilia e la Puglia.

 

La fascia intermedia comprende quelle regioni con un indice Rt a ridosso della soglia di allerta (1,5): monitorate TrentinoVenetoLiguriaToscana, Friuli Venezia GiuliaLazioEmilia RomagnaMarcheUmbria, Abruzzo e Campania. Le disposizioni sono la chiusura di bar e ristoranti (ok servizio a domicilio) e restano aperti i centri estetici e parrucchieri, così come tutta la parte dei servizi alla persona. 

 

Le altre (Sardegna, Molise e Basilicata) seguono invece le restrizioni previste sul territorio nazionale tra chiusura di bar e ristoranti dalle 18, coprifuoco, capienza ridotta dei mezzi pubblici, la didattica a distanza per le scuole superiori e la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana. Per quanto riguarda il trasporto pubblico (su gomma e ferroviario), tutti i mezzi torneranno a una capienza massima non superiore al 50% (a eccezione degli scuolabus). Nella bozza c’è anche la “sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private”, una misura già prevista nello scorso dpcm e poi stralciata prima del via libera finale.

 

Insomma, tolte le regioni più colpite, per tutte le altre di parla di “lockdown light alla tedesca”, come l’ha definito la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa. Per quelle ''rosse'' negozi, bar e ristoranti chiusi tutto il giorno, stop a parrucchieri ed estetisti e divieto di “ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. Per quanto riguarda l’attività motoria, si potrà fare solo “in prossimità della propria abitazione purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale”.

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