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Zone rosse, stop agli spostamenti tra regioni e didattica a distanza. In arrivo un nuovo Dpcm per fermare i contagi

Dovrebbe arrivare nella giornata di domani il nuovo provvedimento del Governo per cercare di fermare una situazione che rischia di mandare in tilt in poche settimane l'intero sistema sanitario nazionale 

Di G.Fin - 01 novembre 2020 - 08:32

TRENTO. Blocco degli spostamenti e stop alle attività nelle zone dove l'indice di contagio supera l'1,5%. Potrebbero essere queste due delle misure che il Governo adotterà con un nuovo Dpcm. Il provvedimento, secondo alcune fonti, sarebbe previsto per domani, lunedì 2 novembre.

 

Una decisione presa per il progredire veloce della pandemia e la necessità di correre in fretta per evitare il collasso degli ospedali.

 

Gli ultimi dati diffusi ieri nel bollettino mostrano un aumento dei contagi per Covid con 31.758 nuovi positivi. Vi è un incremento dei morti di 297 in 24 ore.  I pazienti in terapia intensiva, inoltre, aumentano di 97 unità portando il totale a 1.843, i ricoverati con sintomi di 972 e sono ora 17.966.

 

Le misure sulle quali è in corso un confronto serrato proprio in queste ore prevedono la creazione di zone rosse nelle aree dove la pandemia è fuori controllo. I lockdown locali potrebbe portare la chiusura delle scuole in presenza ma l'obbligo della didattica a distanza, è previsto il blocco della mobilità interregionale (ad esclusione dei movimenti per salute e lavoro). Si va, inoltre, verso una nuova stretta su negozi e attività commerciali. Il quadro è in evoluzione e ovviamente le regole precise si sapranno solo quando il provvedimento è pronto ma dipenderanno anche molto da quanto le Regioni vorranno resistere.

 

E' una corsa contro il tempo quella che il Governo è costretto a fare visto il continuo aumento dei contagi che non si ferma e le terapie intensive in tutto il Paese che stanno inesorabilmente aumentando. Secondo gli esperti, infatti, se la crescita dei contagi e dei ricoveri proseguirà con questo ritmo, tutto andrà in tilt nel giro di circa tre settimane. Una pressione insostenibile che ha portato il premier Conte a iniziare già ieri i confronti per il nuovo Dpcm che proseguiranno anche nella giornata di oggi.

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