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| 24 ott 2020 | 11:01

Coronavirus, l'epidemia sempre più grave. Il Governo al lavoro per nuove restrizioni: stop agli spostamenti tra regioni e chiusura delle attività non essenziali

I contagi continuano ad aumentare e l'allarme è stato lanciato anche dall'Istituto superiore di sanita che spiega come sono: "necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari"

Coronavirus, l'epidemia sempre più grave
di Redazione

TRENTO. Gli ultimi dati forniti ieri fanno paura. In sole 24 ore l'Italia ha superato gli oltre 19 mila contagi ed è cresciuta la pressione nei reparti ospedalieri con quasi 900 nuovi ricoveri con sintomi e oltre 50 persone che sono finite in terapia intensiva.

 

In una situazione del genere il Governo in queste ore è al lavoro per un nuovo Dpcm. Un nuovo piano che poterà nelle prossime ore, forse già domani sera, a nuove restrizioni su tutto il territorio nazionale.

 

La soluzione che sarebbe stata individuata è quella di un “lockdown soft” che però riguarderebbe tutte le regioni. L'obiettivo è quello di non bloccare le scuole e le attività che offrono servizi essenziali. La circolazione sarebbe consentita solo per recarsi al lavoro, a scuola oppure per acquistare beni necessari. Ci sarebbe poi la chiusura anche dei passaggi da regione a regione con interventi più rigidi in zone dove il contagio sembra essere ormai andato fuori controllo. Si sta poi parlando di un coprifuoco che potrebbe partire dalle 22 (o addirittura alle 21).

 

A fotografare quello che sta accadendo in Italia è stato ieri sera con un documento anche  l'Istituto Superiore di Sanità che parla di una situazione "diffusamente molto grave sul territorio con rischio di criticità importanti a breve termine in varie Regioni". Secondo gli esperti, secondo l'ultimo monitoraggio, l'epidemia è in rapido peggioramento e sono "necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari".

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