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Coronavirus, Fugatti minaccia di non curare i connazionali nelle seconde case, gli infermieri: ''Impegnati per il bene della persona, della famiglia e della collettività''

Il numero uno degli infermieri cita l'articolo 2 e l'articolo 3 del codice, che trattano rispettivamente "azione" e "rispetto e non discriminazione". Il numero dei contagi da coronavirus cresce ancora in Trentino

Di Luca Andreazza - 16 March 2020 - 16:48

TRENTO. "La professione infermieristica si fonda sui valori deontologici ed etici di umanità e solidarietà e civili di sussidiarietà, principi da cui nessun infermiere può derogare". Così Daniel Pedrotti, presidente dell'Ordine professioni infermieristiche di Trento. 

 

Continuano le reazioni nel comparto sanità sulle parole del presidente Maurizio Fugatti, il quale nei giorni scorsi ha spiegato che il Trentino non curerà chi non rispetta le regole per scagliarsi contro i proprietari di seconde case sul territorio provinciale (Qui articolo). Oltre a Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici (Qui articolo), Nicola Paoli, segretario della Cisl medici (Qui articolo), e l'avvocato Nicola Canestrini (Qui articolo), anche gli infermieri bocciano l'intervento del governatore.

 

E il numero uno degli infermieri cita l'articolo 2 e l'articolo 3 del codice deontologico, che trattano rispettivamente "azione" e "rispetto e non discriminazione". "Il codice - aggiunge Pedrotti - impegna l’infermiere al bene della persona, della famiglia e della collettività. Le sue azioni si realizzano e si sviluppano nell’ambito della pratica clinica, dell’organizzazione, dell’educazione e della ricerca. E ancora l’infermiere cura e si prende cura della persona assistita, nel rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza, delle sue scelte di vita e concezione di salute e benessere, senza alcuna distinzione sociale, di genere, di orientamento della sessualità, etnica, religiosa e culturale. Si astiene da ogni forma di discriminazione e colpevolizzazione nei confronti di tutti coloro che incontra nel suo operare".
 

L'Azienda provinciale per i servizi sanitari si muove costantemente per fronteggiare la pandemia, quella che il direttore generale, Paolo Bordon, ha definito una rivoluzione senza precedenti nella storia della struttura sanitaria. Sono sospese praticamente tutte le attività non urgenti e si modula costantemente l'organizzazione per farsi trovare pronti. E' già stato allestito l'ospedale da campo a Marco di Rovereto, così come sono già stati stretti accordi con Solatrix a Rovereto, Villa Regina di Arco e l'ospedale San Camillo a Trento.

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