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Coronavirus, gli infermieri a Fugatti e Segnana: ''Non bastano i ringraziamenti, ora servono azioni concrete''

L'ordine degli Infermieri ha scritto una lettera al presidente Fugatti e all'assessora Segnana chiedendo interventi concreti "Per mettere nelle condizioni giuridiche e deontologiche di poter continuare a garantire l’assistenza nel miglior interesse del cittadino e per valorizzare le competenze degli infermieri". Anche negli scorsi mesi l'Opi ha scritto alla Provincia sottolineando alcune preoccupazioni. Non è però mai arrivata una risposta

Di Giuseppe Fin - 02 dicembre 2020 - 13:31

TRENTO. Da febbraio ad oggi non si sono mai tirati indietro ma hanno sempre, in ogni momento e in qualsiasi condizione, cercato di aiutare le tante persone infettate dal Covid.

 

Stiamo parlando degli infermieri e di tutto il personale sanitario che in questi mesi si è trovato davanti casi gravi, pericolosi, che sono stati tutti affrontati con estrema umanità pur nelle difficoltà del momento.

 

Professionalità che più di una volta sono state usate dalle Provincia per imbellettare la situazione agli occhi del resto d'Italia. Ringraziamenti e pensieri sono arrivati spesso dalle conferenze del presidente della Provincia Maurizio Fugatti e dall'assessora Stefania Segnata. Parole a favore di telecamere dopo le quali, però, non sembra essere arrivato nient'altro. Fatto il ringraziamento, chiusa la diretta e nulla più.  

 

Ringraziamo Lei e l’assessora Segnana per la dimostrazione di stima da Voi espressa nei nostri confronti e per i ringraziamenti e pensieri che ci riservate con sistematicità nelle conferenze stampa e mezzo canali Social ma, purtroppo, allo stato attuale dei fatti, riteniamo che gli elogi ricevuti non siano sufficienti e, la nostra aspettativa nei Vostri confronti, è quella di vedere la nostra professionalità, considerata e valorizzata con azioni tangibili” ha scritto il presidente dell'Ordine degli Infermieri, Daniel Pedrotti, in una lettera datata 1 dicembre e inviata a Fugatti e Segnana.

 

 

Gli infermieri stanno operando nelle RSA (Qui l'articolo), sul territorio e negli ospedali. Già in passato l'Ordine aveva più volte espresso la forte preoccupazione mettendo nero su bianco alcune problematicità legate ad aspetti organizzativi avanzando proposte all’assessorato alla Salute e ad Upipa a partire dall’attivazione di un tavolo dedicato per una riforma condivisa e complessiva delle RSA trentine. Disponibilità a collaborare e proposte rimaste inascoltate. (Qui l'articolo)

 

In questi mesi gli infermieri non si sono mai fermati un attimo. Hanno garantito sino allo stremo delle forze la riorganizzazione e la presenza attiva negli ospedali per assicurare la miglior assistenza e cura ai pazienti oltre a questo hanno garantito anche l’assistenza domiciliare anche con estrema difficoltà a reperire i dispositivi di protezione necessari. Per non contare le situazioni drammatiche che sono state registrate in alcune Case di Riposo con il personale sottodimensionato.

 

Questo accanto all'impegno per garantire la formazione necessaria di alto livello, lo sviluppo di altre competenze e lo studio di nuove strategie per affrontare l’aspettata recrudescenza della pandemia anche analizzando le criticità emerse nella primavera.

 

Nessuno di noi – ha spiegato Daniel Pedrotti - si è tirato indietro nell’affrontare questa situazione e certamente continueremo ad impegnarci con competenza, umanità e senso etico in quella che Voi avete definito in più occasioni una lotta. Siamo allo stremo e molti di noi sono ammalati”.

 

I tanti che ancora oggi continuano a lavorare lo fanno affrontando turni massacranti perché devono coprire quelli di chi si è ammalato e ovviamente è stato costretto a rimanere a casa. Ci sono condizioni difficili affrontate, comunque, sempre con orgoglio.

 

Nella lettera che l'Ordine degli Infermieri ha deciso di inviare al presidente Fugatti e all'assessora Segnana vengono chieste delle azioni concrete e fattive per mettere nelle condizioni giuridiche e deontologiche di poter continuare a garantire l’assistenza nel miglior interesse del cittadino e per valorizzare le competenze degli infermieri.

 

Tra le azioni richieste, quella di potenziare la campagna informativa rivolta ai giovani sull'adottare semplici comportamenti per limitare i contagi e allo stesso tempo potenziare il supporto telefonico per chi si trova in isolamento. Servono poi idonei spazi per isolare i positivi, pensare a strategie adeguate per consentire gli ospiti di Rsa e ospedale affinché possano ricevere la visita dei propri cari. Vi è poi la necessità di garantire a tutto il personale sanitario screening e sorveglianza sanitaria sistematici oltre ad un adeguato rapporto infermiere – paziente nei contesti ospedalieri per garantire la sicurezza e qualità delle cure.

 

Preoccupazione da parte degli infermieri è stata espressa non solamente per la pressione sugli ospedali che è ancora alta ma per le persone con altre patologie, in primis quelle croniche, alle quali va garantita continuità di assistenza anche in questo difficile momento.

 

A tal proposito arriva un appello: “Il Natale si avvicina, aumenta il desiderio, legittimo e sacrosanto, di ricongiungimento con i familiari lontani e vicini, di festeggiare insieme agli amici. Facciamolo, ma con misura e prudenza”.

 

 

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