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Coronavirus, i sindacati sul taglio da 20 milioni: ''Fugatti tace, silenzio da piazza Dante. Chiediamo risposte, altrimenti nessun tavolo e nuovo accordo con la Pat''

Come noto Piazza Dante ha tagliato le risorse necessarie a riconoscere i due anni di assenza di rinnovo contrattuale ai dipendenti pubblici; indennità che nel resto d’Italia e in Alto Adige è stata già riconosciuta. Grosselli, Bezzi e Alotti: "I termini devono essere ridiscussi insieme e non attraverso azioni unilaterali. Questa decisione riguarda 40 mila lavoratori" 

Pubblicato il - 07 maggio 2020 - 20:55

TRENTO. "Ancora nessuna risposta dal presidente Maurizio Fugatti sul taglio da 20 milioni di euro che cancella l'indennità di vacanza contrattuale a 40 mila lavoratori tra autonomie locali, scuola e sanità", queste le parole di Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil), che aggiungono: "In Provincia tutto tace". 

 

La Provincia, infatti, ha stralciato unilateralmente l'accordo sottoscritto con i sindacati per l'aggiornamento del contratto: 20 milioni destinati al comparto pubblico, che comprende il personale sanitario e gli insegnanti, vigili del fuoco, polizia locale, forestali e protezione civile, ma anche operatori di Anffas e Appm. Risorse dirottate altrove per gestire l'emergenza Covid-19.

 

All'indomani della decisione, i sindacati hanno chiesto chiarimenti. "Il presidente Fugatti - aggiungono Cgil, Cisl e Uil - è venuto meno a un accordo sottoscritto con le tre confederazioni, di fatto senza alcuna comunicazione alle parti firmatarie di quell’intesa. Pretendiamo il rispetto del protocollo di gennaio e fino a quando non verrà aperto un confronto con le confederazioni riteniamo sospeso ogni questione attinente la contrattazione con la Provincia di Trento".

 

Come noto Piazza Dante ha tagliato le risorse necessarie a riconoscere i due anni di assenza di rinnovo contrattuale ai dipendenti pubblici; indennità che nel resto d’Italia e in Alto Adige è stata già riconosciuta.

 

“Gli accordi si onorano e se fosse necessario rivederli, così come prevede l’intesa di gennaio, se ne concordano insieme le modalità anche in un momento di grave emergenza come quello che stiamo vivendo, ascoltando in primo luogo i diretti interessati, quindi le lavoratrici e i lavoratori e i loro sindacati. Fino a quando non avremo un riscontro tutti i tavoli e eventuali nuovi accordi restano sospesi”, concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.

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