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Coronavirus, il Dolomiti nel focolaio italiano. Emiliano: ''Le strade sono deserte. Per almeno 15 giorni dovremo stare in casa. Un pullman di 70 persone doveva venire in Trentino''

Abbiamo intercettato Emiliano Ardigò (innamorato delle Dolomiti e della Val di Fassa) che vive a Castiglione d'Adda che insieme a Codogno e Casalpusterlengo è uno dei tre comuni focolaio del virus. Il suo racconto: ''Le uniche persone che ho incrociato mentre andavo in farmacia, che per giunta ho trovato chiusa, avevano la mascherina. Siamo frastornati. Sembra di essere in un film, eppure è la realtà”

Di Lucia Brunello - 22 febbraio 2020 - 14:06

CASTIGLIONE D'ADDA (LO).“Dovevamo partire con un pullman di 70 persone verso il Trentino per passare una domenica in montagna, ma adesso ho dovuto annullare tutto, avremmo rischiato il disastro”. Così racconta a ilDolomiti.it Emiliano Ardigò, grande conoscitore e amante dei monti dolomitici, ma soprattutto cittadino di Castiglione d'Adda, piccolo comune di 5.000 abitanti, da ieri sotto ordinanza d'isolamento per i prossimi 15 giorni a causa dell'allarme coronavirus.

 

Uno spaccato delle ore surreali che gli abitanti dei tre comuni di Codogno, Castiglione d'Adda e Casalpusterlengo stanno vivendo, ci arriva proprio da Ardigò, che questa mattina, sulla sua pagina facebook, ha condiviso delle foto che ritraggono una città fantasma, così scrivendo: “ Alba triste...Un paese completamente vuoto. Sono tutti in casa per la paura e per seguire le disposizioni sanitarie. Che tristezza, viene proprio da piangere. Speriamo passi presto e che i malati possano ritornare alla vita normale con tanta salute”. 

 

La città è deserta", inizia a raccontarci invece telefonicamente. "Posso dire di non aver mai visto, in 57 anni di vita, il mio paese con quest'aspetto. Di solito la mattina si vedono sempre pullman, giovani, bar aperti. Poi oggi è sabato, e quindi dovrebbero esserci ancora più persone in giro, magari per una passeggiata. Le uniche che ho incrociato mentre andavo in farmacia, che per giunta ho trovato chiusa, avevano la mascherina. Siamo frastornati. Sembra di essere in un film, eppure è la realtà”. Parole, queste, che subito con la mente ci portano alle tante descrizioni di Wuhan arrivate nelle scorse settimane.

 

“Ieri mattina mia figlia, mentre era in pullman per andare a scuola, mi ha inviato un messaggio in cui mi diceva che il primo infetto italiano fosse un ragazzo di Castiglione. Non ci potevo credere, ma poi al lavoro non si parlava d'altro, e ci dicevano di stare attenti a non toccarci occhi e bocca con le mani, e infatti ora eccoci qua”, continua.

 

“Siamo isolati perché tutti noi potenzialmente potremmo essere stati contagiati. Nella mia fabbrica siamo in 100, e due ragazze sono state mandate a casa perché loro madre, una settimana prima, aveva cenato con quella del ragazzo ora ricoverato. Intanto per i prossimi 15 giorni sarà come se tutti fossimo in malattia".

 

I bar sono tutti chiusi, così come le scuole, le aziende e la maggior parte degli esercizi commerciali. Gli eventi organizzati per il carnevale sono stati sospesi, così come ben 40 partire di calcio, e un'agenzia turistica ha dovuto sospendere un'uscita organizzata sul Corno di Renon, a Bolzano. Anche le stazioni di Casalpusterlengo e Codogno sono state chiuse, e le corse degli autobus sospese. “Gli unici veicoli che vediamo transitare, sono le ambulanze. Ieri ne saranno arrivate almeno 10”.

 

Le strade deserte di Castiglione D'Adda

Inoltre, le messe sono state tutte annullate, e nel caso si dovesse tenere un funerale, potrebbero parteciparvi solo il parroco e i parenti più stretti. “Sembrerebbe esserci una signora di Castiglione d'Adda in ospedale, morta ieri per altre cause, il cui corpo però non è stato restituito proprio per evitare si debba tenere la funzione”.

 

Siamo preoccupati, e onestamente l'idea di rimanere chiuso in casa per i prossimi 15 giorni mi terrorizza, anche se capiamo sia giusto così”. E' stato il sindaco di Codogno, nonché presidente della Provincia di Lodi, a comunicare ai cittadini delle due settimane di isolamento. “Si spera il problema verrà risolto, sennò dovremo rimanere chiusi in casa ad oltranza”.

 

Tanti sono i problemi e le piccole banalità che dovremo affrontare. Per fare un esempio, nel nostro appartamento abbiamo un gatto che mangia solo cibo specifico e che normalmente reperiamo fuori paese. Ora questo è quasi finito, vedremo quindi come fare. Sembrano banalità, ma di certo sommate tutte insieme non ci rendono la situazione più facile”.

 

I 60 colleghi e colleghe del ragazzo di 38 anni ora ricoverato, tutti dell'azienda Unilever, sono stati sottoposti al campione, e risultati negativi, ma la paura rimane. “Siamo dei piccoli paesini, e tutti hanno contatti con tutti. Per fare un esempio, il ragazzo ricoverato, allena una squadra di calcio e uno dei giocatori è il meccanico che la settimana scorsa mi ha cambiato le gomme dell'auto. Sono tutte sciocchezze, ma se uno ci riflette un attimo non può fare altro che dire “avrei potuto contrarre anche io il virus”". 

 

In più, ieri sera, nel paese di Castiglione d'Adda, è successo un fatto curioso, una coincidenza un po' sospetta. Infatti, tutte le luci lungo le vie erano spente. “Non so se sia vero, ma si dice sia stato fatto per non invogliare le persone a uscire di casa”.

 

Intanto, dopo il 78enne di Padova, la nuova vittima italiana del coronavirus è una donna Lombarda, quasi sicuramente legata al focolaio di Codogno, e il numero di contagiati nella regione è salito a 27. 

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