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Coronavirus, in Alto Adige ospedali al collasso, l'appello: ''Andate al Pronto Soccorso solo se la vita è in pericolo''

La Provincia si rivolge alla cittadinanza: ''Non solo i reparti Covid, ma anche i servizi di Pronto Soccorso sono particolarmente sovraccaricati in questo momento. Perché il Pronto Soccorso possa continuare ad essere efficiente è essenziale che solo le cittadine e i cittadini con vere e proprie emergenze si rivolgano a questo servizio''. E questo apre una riflessione anche sull'eventuale apertura degli impianti sciistici in futuro: l'apparato sanitario riuscirebbe a reggere?

Foto Croce Rossa Bolzano
Di Luca Pianesi - 15 November 2020 - 09:17

BOLZANO. ''Al Pronto Soccorso solo se la vita è in pericolo'', questo l'appello messo nero su bianco in Alto Adige dalla Provincia di Bolzano anche in con un comunicato stampa. Una richiesta rivolta alla cittadinanza che è frutto dei numeri in continua crescita dell'epidemia in termini sia di contagi che di ricoveri oltre che di morti. L'apparato sanitario altoatesino è, infatti, sempre più provato e allora ai cittadini si chiede di recarsi in pronto soccorso solo per motivi gravi.

 

''I dati lo dimostrano - comunica la Provincia - attualmente i Pronto Soccorso della provincia continuano ad assistere molte persone con codici blu e verdi. Tali codici vengono assegnati in caso di prestazioni che possono essere rinviate, dove non vi è un pericolo per la vita, e che quindi non sono di pertinenza del Pronto Soccorso. Al Pronto Soccorso, il personale specialistico si prende cura di persone in pericolo di vita come, ad esempio, pazienti con forti emorragie, ossa rotte, dolori al petto o infarti, avvelenamenti, mancanza di respiro, ictus, ecc. Molte persone potrebbero invece essere curate in modo più adeguato altrove''.

 

Un grido di aiuto dell'apparato sanitario che arriva oggi, con le piste da sci chiuse, quindi senza l'enorme sovraccarico di infortuni che ogni anno si verifica sugli ospedali e i pronto soccorsi, in particolare, con gli impianti aperti. Un tema, questo, che dovrà essere senza dubbio considerato laddove si pensi davvero di ''salvare'' una stagione sciistica che, comunque, rischia di non poter contare su turisti e visitatori, tra regioni bloccate e Paesi in lockdown. In Trentino la Provincia ha già assicurato che a metà dicembre si parte con le piste da sci e ha stanziato 5 milioni di euro per l'innevamento artificiale, cinque giorni fa. Ma sul piatto degli interessi in gioco non ci sono solo economia (tutto quel che ruota attorno al mondo dello sci è fondamentale per le economie di Trentino e Alto Adige) e salute dai cittadini, ma c'è anche la tenuta del sistema sanitario.

 


 

Ma l'appello della Provincia di Bolzano è per oggi, e per i giorni a venire perché si vive e si lavora nell'emergenza e quel che succederà tra qualche settimana si vedrà nella speranza che tutto migliori. ''Non solo i reparti Covid, ma anche i servizi di Pronto Soccorso sono particolarmente sovraccaricati in questo momento - spiega ancora la Provincia di Bolzano -. Perché il Pronto Soccorso possa continuare ad essere efficiente è essenziale che solo le cittadine e i cittadini con vere e proprie emergenze si rivolgano a questo servizio. Anche per evitare che il coronavirus si diffonda nel reparto infettando altre persone. Ora vale lo stesso di quanto accaduto in primavera: chiunque sospetti di essere stato contagiato dal coronavirus, di essere entrato in contatto con persone a rischio e/o abbia sviluppato sintomi simili a quelli dell'influenza, deve rivolgersi tramite telefono al proprio medico di medicina generale''.

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