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Coronavirus, in Italia l’Rt all’1,7 ma in crescita: Bolzano già nello scenario 4, il peggiore, dove i contagi rischiano di andare fuori controllo

In Italia ci sono 11 Regioni classificate a rischio elevato, mentre Calabria, Lombardia, Piemonte e la provincia di Bolzano sono già entrate nello “scenario 4”, il peggiore. L’esperto del Ministero: “La percentuale dei positivi sui tamponi effettuati supera il 10% e non è un buon indicatore”

Pubblicato il - 30 ottobre 2020 - 20:31

TRENTO. In Italia ci sono 11 Regioni classificate a rischio elevato di una trasmissione non controllata, mentre Calabria, Lombardia, Piemonte e la provincia di Bolzano sono già entrate nello “scenario 4”, il peggiore, dove si parla di “situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo”. Questo quanto è emerso dall’ultimo bollettino settimanale redatto dall’Istituto superiore della sanità in collaborazione con il Ministero.

 

L’Rt, l’indice che mostra la potenziale trasmissibilità del coronavirus, a livello nazionale ha raggiunto l’1,7, ma secondo le stime è in crescita, infatti si riscontrano valori di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni e Province autonome italiane. Per il momento l’Italia rimane nello “scenario 3” ma il timore è che la situazione nazionale possa evolvere verso lo scenario peggiore. “La percentuale dei positivi sui tamponi effettuati supera il 10% e non è un buon indicatore – commenta Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute – significa che l’epidemia galoppa, che il virus circola in maniera abbastanza veloce”.

 

 

In particolare destano preoccupazione le situazioni in Piemonte e Lombardia, dove l’Rt ha superato quota 2, attestandosi rispettivamente al 2.16 e 2.09, ben 11 Regioni nell’ultima settimana hanno registrato un indice di trasmissibilità superiore all’1,5, cioè: Calabria (1,66), Emilia-Romagna (1,63), Friuli-Venezia Giulia (1,5), Lazio (1,51), Liguria (1,54), Molise (1,86), Provincia di Bolzano (1,96), Provincia di Trento (1,5), Puglia (1,65), Umbria (1,67) e Valle d’Aosta (1,89).

 

Nel periodo preso in considerazione dal bollettino, per la prima volta, in alcune Regioni è stata superata la soglia critica di occupazione in aree mediche (fissata al 40%), con la concreta possibilità che entro il prossimo mese altri 15 territori superino questi valori. Se nella peggiore delle ipotesi a livello nazionale si dovesse raggiungere lo “scenario 4” gli esperti sostengono che sarebbe “piuttosto improbabile riuscire a proteggere le categorie più fragili in presenza di un’epidemia caratterizzata da questi valori di trasmissibilità”.

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