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Coronavirus, in Veneto Zaia pronto ad usare ''l'artiglieria pesante''. Nella notte altri 16 positivi. A Verona due bambini contagiati nel Centro estivo

Questa settimana i casi sono aumentati considerevolmente rispetto alle precedenti con domenica e lunedì che hanno visto crescere di 90 unità i positivi (e sono aumentati anche i decessi). Zaia a Cartabianca ricorda che il 55% dei focolai sono importati ma ''dimentica'' che l'altro 45% sono domestici 

Di L.P. - 23 luglio 2020 - 13:35

VERONA. Dopo i 36 casi nuovi segnalati nelle scorse 24 ore e i 4 decessi in più che si sono aggiunti ai 2053 che si segnalavano, in totale, fino a tre giorni fa (QUI ARTICOLO) mentre oggi sono arrivati a quota 2062, continua ad alzarsi la curva in Veneto rispetto all'evoluzione dell'epidemia da coronavirus. E questa notte si sono aggiunti altri 16 nuovi casi positivi. Al momento resta Padova la provincia con il maggior numero di positivi (208 su un totale in tutta la regione di 657) anche se Treviso preoccupa con una crescita che l'ha portata sopra a Venezia (rispettivamente con 87 e 85 positivi).

 

I dati hanno cominciato a peggiorare con domenica e lunedì, infatti erano stati segnalati 48 positivi e poi ancora 42 e dunque il trend sembra tornato a livelli a due cifre giornaliere e così il governatore Luca Zaia ha annunciato ''l'artiglieria pesante'' per fronteggiare la pandemia nei mesi a venire. Lo ha detto a Cartabianca su Rai 3. "Non bisogna abbassare la guardia, si dirà che è finita solo quando è finita - ha detto - quando avremo i vaccini, quando avremo le cure o quando magari il virus se ne andrà da solo. Speriamo accada anche questo, è sempre accaduto e la Spagnola è un esempio illustre. La prossima settimana - ha poi aggiunto - presentiamo il piano di sanità pubblica, per l'autunno-inverno 2020-2021. Noi, come Veneto, schieriamo l'artiglieria pesante contro coronavirus. Poi se non arriva terremo le munizioni a riposo e sarà meglio così. Ma siamo pronti ad allestire le terapie intensive, le subintensive, le macchine per i tamponi".

 

E quindi un'analisi sulla situazione che sta emergendo in questi giorni, sui nuovi casi e i nuovi focolai. "Oltre il 55% dei nuovi focolai non sono domestici sono di importazione - ha detto dimenticando il rovescio della medaglia e cioè che, quindi, quasi l'altra metà sono domestici -. Abbiamo avuto focolai da virus serbo, casi dalla Croazia, africani: sono tutti circoscritti, la situazione in Veneto è sotto controllo nonostante si voglia dare una sensazione di devastazione. Oggi abbiamo 7 persone in terapia intensiva, di cui 2 positive. Seguiamo la situazione giorno dopo giorno, facciamo circa 10mila tamponi al giorno". 

 

Intanto l'indagine epidemiologica partita dalle scuole Rodari di Verona dove era stata trovata positiva un'operatrice sanitaria che seguiva un bambino disabile al Centro estivo e ricreativo ha portato a identificare altri due casi di persone contagiate: si tratta di due bambini (un maschio e una femmina) frequentanti la struttura. Un dato anche questo che deve far suonare più di un campanello d'allarme: due positivi sui trentanove bambini presenti. E, proprio in questo quadro, in queste ore si provvederà ad ulteriori controlli con tampone mentre il centro estivo viene lasciato chiuso, almeno finché l'indagine epidemiologica non sarà completata.   

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