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Coronavirus, in Veneto ancora alti i contagi (sono 42) e ci sono anche tre decessi. Padova la provincia che preoccupa di più

Il bollettino della Regione mostra una situazione che torna a preoccupare con tre nuovi decessi tra questa mattina e il primo pomeriggio. Nel bellunese i tamponi fatti nella casa di riposo dove era stato trovato un operatore positivo hanno scongiurato nuovi casi di Covid

Pubblicato il - 20 luglio 2020 - 19:33

VENEZIA. Novanta positivi in due giorni in Veneto e dati che tornano davvero a preoccupare. Ieri erano 48 i positivi, oggi sono stati 42 su un totale di 190 segnalati in tutta Italia. Il Veneto, dunque si porta a un passo dalla Lombardia che ne ha registrati 56 nelle ultime 24 ore mentre 9 regioni italiane sono rimaste a quota zero (tra queste l'Alto Adige mentre in Trentino sono stati 4 i contagiati delle ultime 24 ore). 

 

La provincia che soffre di più è quella di Padova dove sono ben 35 i nuovi positivi che portano il numero totale delle attuali persone con coronavirus a 188 (praticamente quasi un infetto su tre in Veneto si trova nel padovano visto che i casi totali attuali sono 618 e 119 hanno domicilio fuori regione). E le cattive notizie non sono finite. Stando alle tabelle della Regione ci sono anche 3 nuovi decessi avvenuti tra il bollettino delle 8 del mattino e quello pomeridiano delle 17. In questo modo il numero totale di persone morte con Covid-19 dall'inizio dell'epidemia in Veneto sale a quota 2053 (i decessi sarebbero avvenuti tra Padova, Venezia e Vicenza).  

 


 

 

Per quanto riguarda la zona di Belluno non si registrano nuovi casi e la situazione viene descritta così da Adriano Rasi direttore generale dell'Ulss Dolomiti: ''Gli elementi di novità di queste ultime 24 ore di lavoro, caratterizzate da assenza di nuove positività Covid, sono riassumibili come di seguito riportato. Ai 130 tamponi negativi di ieri relativi alle indagini inerenti una casa di riposo del nostro territorio (interessata dalla positività COVID di un operatore) si sono aggiunti ulteriori 36 tamponi, refertati nella tarda serata di ieri, anch’essi negativi. Si chiude, quindi, con la completa valutazione degli ospiti della struttura e del personale in essa operante, senza evidenza di nuove positività, la prima tornata valutativa nel delicato contesto oggetto dell’indagine''.

 

''I dati oggi disponibili'', osserva Sandro Cinquetti Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss Dolomiti, ''orientano in via definitiva verso l’acquisizione dell’infezione, da parte dell’operatore interessato, al di fuori della struttura assistenziale, nel contesto privato. Questo conferma la raccomandazione, per tutti i dipendenti di istituzioni a rilevante valenza sociale e sanitaria (case di riposo, ospedali, etc) di porre grande attenzione ai comportamenti individuali, conformando gli stessi alle norme preventive in tema di COVID: uso costante della mascherina, distanze sociali, lavaggio frequente delle mani, permanenza a domicilio a fronte di sintomatologia simil COVID anche lieve''.

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