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Coronavirus, la diretta Facebook (VIDEO): “La quarantena la lasciamo ai malati mi dispiace per loro ma questa è vita, viva la libertà”

Nonostante gli appelli e i divieti due escursionisti a passeggio in Trentino-Alto Adige: “Questa è la natura di San Candido chi vuol venire ben venga, qui non c’è né controllo né carabinieri, grazie a dio non c’è neanche tanta gente”

Pubblicato il - 15 marzo 2020 - 13:39

SAN CANDIDO. “Buongiorno ragazzi guardate che bella natura altro che quarantena, questa è vita, viva la libertà” si apre così la diretta Facebook realizzata da due escursionisti che evidentemente hanno scelto di farsi una lunga passeggiata nel parco delle Tre Cime. 

 

Dopo il caso del ciclista che pretendeva di aggirare i decreti definendosi “soggetto di diritto internazionale” chiedendo agli agenti di identificarsi personalmente, un altro episodio che questa volta vede coinvolti due giovani che se ne vanno in giro noncuranti degli appelli al buon senso e dei decreti emanati per limitare le possibilità di contagio da coronavirus.

 

La quarantena la lasciamo ai malati mi dispiace per loro gli auguro di guarire – riprende l’ignoto escursionista che poi aggiunge – ecco là che arriva il mio bro”. Sì, perché assieme a lui c’è anche un amico, anche lui “armato” di cellulare per riprendere la bravata.

 

Il video è stato postato all’intero di un gruppo Facebook dal diretto interessato scatenando, ovviamente, un sacco di reazioni. Sorprendentemente c’è persino chi si complimenta con lui “bravo così si fa” e “goditela”, altri minacciano di avvisare i carabinieri di San Candido e qualcuno chiede se non ha paura di ammalarsi, ma l’escursionista, per nulla preoccupato replica: “Il virus va solo nei posto sporchi, che mi denuncino pure tanto sono al confine italiano”.

 

Ad un certo punto una voce lo raggiunge alle sue spalle, è l’amico: “Allora fraté mica dobbiamo stare agli arresti domiciliari guagliò”. “La gente è tutta incazzata perché vedono uno libero – ribatte il primo escursionista – non ho fatto nessun reato mi assumo le mie responsabilità se esco, non contagio nessuno, e non mi faccio contagiare perché siamo solo noi e le montagne, non vado neanche in città”.

 

Peccato però che il decreto imponga di rimanere a casa, tutt’al più si possono fare delle passeggiate nelle vicinanze della propria abitazione e senza superare i confini del proprio comune di residenza: “C’è gente invidiosa perché sono rinchiusi in casa ma non è colpa mia, è colpa dello stato”.

 

Quindi i due sono persino consapevoli delle prescrizioni in vigore ma a quanto pare se ne infischiano: “La gente è tutta incazzata perché vedono uno libero ma la libertà è bella e ci si stufa in quarantena – continua – questa è la natura di San Candido chi vuol venire ben venga qui non c’è né controllo né carabinieri, grazie a dio non c’è neanche tanta gente perché se ci fosse gente non potrei neanche andare a fare una passeggiata così”. Questo perché la stragrande maggioranza dei cittadini sta osservando le prescrizioni governative. 

 

Mentre la passeggiata continua (la diretta Facebook dura almeno 20 minuti, ne abbiamo tagliato delle parti per proteggere la privacy delle persone coinvolte), continuano anche le digressioni: “Non voglio trasgredire le regole solo che stando in casa mi ammalo”.

 

Al momento non possiamo ancora sapere come si concluderà la vicenda e nemmeno se i carabinieri daranno seguito alle segnalazioni fatte dagli utenti indignati, certo il comportamento è censurabile e a tal proposito è doveroso ricordare che per chi dovesse infrangere l’articolo 650 del codice penale, ovvero “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità” che punisce chiunque non si attenga a un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o d’igiene, la pena prevede l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro, salvo che il fatto costituisca più grave reato.

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