Coronavirus, medico e proprietario di una seconda casa trovato a passeggiare per le vie del centro di Pozza di Fassa: denunciato
Tre ragazzi scoperti a passeggio in centro, una coppia fornisce false dichiarazioni e quattro persone escono dal paese per fare la spesa assieme. I carabinieri: “Rimanere a casa è un atto d’amore verso sé stessi, i nostri cari e tutto il trentino”

TRENTO. “Non tutti hanno ben chiaro il dovere a cui siamo chiamati, restare a casa”, avvertono i carabinieri che specificano: “Non è ammesso alcun movimento, che non sia strettamente motivato da una delle tre necessità dichiarate nel decreto”.
Anche per questo i militari invitano tutti a fare la loro parte, restando a casa. Per vigilare sul fatto che tutti rispettino le ordinanze i militari stanno pattugliando le città trentine. Così fra le maglie dei controlli sono cadute diverse persone: è il caso di tre ragazzi di Trento sorpresi a passeggio nel parco di Piazza Venezia, tra l’altro i giovani erano anche in possesso di stupefacenti e per questo verranno segnalati come assuntori.
A Roverè della Luna invece, un residente a Mezzocorona si era recato nel paese per incontrarsi con un conoscente. Dopodiché una coppia, trovata a Civezzano ma originaria di Pergine Valsugana, ha tentato di imbrogliare i militari affermando di esser fuori di casa per andare a lavoro.
Alle Sarche di Madruzzo, un uomo di Trento è stato trovato a passeggiare senza alcun motivo, mentre a Moena, quattro persone di un altro comune hanno raggiunto il centro per fare la spesa poiché – dicevano – abituati a recarsi in un supermarket del paese, anche loro sono stati denunciati.
Verso l’una di notte a Predazzo, i carabinieri hanno fermato un giovane del posto perché si era recato da un amico. A San Giovanni di Fassa, un medico originario del pavese, proprietario di una seconda casa a Pozza di Fassa, veniva controllato mentre stava tranquillamente girando per il paese. “Tutti sono stati denunciati per inosservanza dei provvedimenti e invitati a tornarsene direttamente a casa” riferiscono i militari.
Come se non bastasse, a Pinzolo, un forestiero 50enne, noto in paese, è stato controllato e ha giustificato la sua presenza in trentino per motivi di lavoro, dichiarando di essere giunto prima dell’emanazione del decreto che limita gli spostamenti. Ma i carabinieri, verificando quanto dichiarato, anche attraverso i sistemi di videosorveglianza, hanno appurato che l’uomo era giunto soltanto il 12 marzo e, dunque, lo hanno denunciato anche per falsa attestazione.
I carabinieri in una nota affermano: “Rimanere a casa è un atto d’amore verso sé stessi, i nostri cari e tutto il trentino, un sacrificio ma ne vale la pena. Torneremo a goderci il nostro meraviglioso trentino. Ma oggi, proprio per tornare a goderci le nostre montagne, si deve restare a casa”.













