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Due fidanzati non resistono alla distanza e si incontrano a Trento: denunciati dai carabinieri

Continuano i controlli e fioccano le denunce: un uomo della Val di Cembra si è recato a Trento per fare il pieno all’auto dal suo distributore di fiducia. Mentre una coppia trentina è stata pescata sul lago di Garda dove era arrivata per trascorrere il weekend

Pubblicato il - 16 March 2020 - 21:30

TRENTO. In questi giorni i carabinieri sono impegnati nei capillari controlli per far rispettare i decreti entrati in vigore per limitare la diffusione del coronavirus.

 

Purtroppo però c’è ancora chi infrange i regolamenti uscendo di casa per motivi che non sono di vitali importanza, è il caso di due giovani che non hanno resistito alla lontananza e in un eccesso di passione romantica hanno deciso di incontrarsi. La coppia di fidanzati, residenti in paesi diversi, ha scelto di ricongiungersi nella città di Trento incappando però nei controlli dei carabinieri che, per nulla impietositi, li hanno denunciati.

 

C’è poi la vicenda dei due ragazzi che hanno accompagnato un amico alla stazione ferroviaria dove sono stati sorpesi dai militari. Dopodiché un uomo della Val di Cembra, evidentemente non fidandosi dei benzinai della zona, ha deciso di recarsi fino a Trento per fare il pieno all’auto dal suo distributore di fiducia.

 

Due stranieri erano in giro per Lavis alla ricerca di lavoro, mentre due ragazzi, originari di cittadine limitrofe al capoluogo, si sono recati a Sardagna per una passeggiata: peccato che, oltre a non aver rispettato i decreti, siano anche stati trovati anche in possesso modica quantità di stupefacenti.

 

Infine un’altra coppia di giovani trentini ha mal pensato di organizzarsi per andare a trascorrere il weekend sul Lago di Garda, anche loro sono stati individuati dai carabinieri e rispediti a casa.

 

“Tutte le persone sono state denunciate per inosservanza dei provvedimenti – fanno sapere i militari – nonostante tutti gli avvisi, tutte le raccomandazioni, ancora si incontrano persone, non sempre ragazzi a dire il vero, che non vogliono accettare la situazione delicata che stiamo vivendo e non si impegnano per superarla il più velocemente e con i minori danni possibili”. Ovvero stando a casa e limitando gli spostamenti allo stretto necessario.

 

L’invito quindi è quello di rimanere nei propri comuni di residenza, a tal proposito è doveroso ricordare che per chi dovesse infrangere l’articolo 650 del codice penale, ovvero “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità” che punisce chiunque non si attenga a un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o d’igiene, la pena prevede l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro, salvo che il fatto costituisca più grave reato.

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