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| 13 mar 2020 | 11:41

Coronavirus, fanno sport nonostante i divieti. Il comandante della polizia municipale: "Attività motoria solo vicino a casa"

Sono diverse le persone che nonostante il divieto di spostamento stanno approfittando per fare attività fisica e sportiva sulle montagne di Trento. Un atteggiamento passibile di sanzione. Il comandante Giacomoni: "Già diverse le multe. L'indicazione è sempre la stessa: state a casa"

Coronavirus, fanno sport nonostante i divieti
di Davide Leveghi

TRENTO. Le norme stabilite dalla Provincia di Trento sulla circolazione in questi giorni d'emergenza sono piuttosto chiare e stringenti. Partorite sulla scia dell'ultimo Dpcm, stabiliscono che “la mobilità è consentita solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute” e che “le persone devono rimanere principalmente nelle proprie abitazioni”.

 

“La mobilità della persone è consentita, oltre ai casi di necessità sopra indicati, solamente in prossimità della propria abitazione a scopo salutistico (passeggiate, ecc) per il tempo necessario con l'avvertenza di evitare al minimo i contatti per non creare assembramenti – continua l'ordinanza - l'uso della bicicletta e veicoli assimilabili, come monopattini elettrici ecc, non in prossimità della propria abitazione, va considerato 'spostamento', e pertanto soggetto alle restrizioni valevoli per tutti gli spostamenti non necessari”.

 

Ciononostante, sulle montagne di Trento, dal Bondone alla Marzola, passando per il Calisio, non è infrequente imbattersi in persone dedite ad attività sportiva, a piedi o in bicicletta, in aperta violazione delle linee guida con cui la Provincia ha interpretato il Decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri annunciato in diretta nazionale dal premier Conte ancora domenica 8 marzo e ribadito con vincoli più stringenti nella serata di mercoledì 11. 

 

“L'attività motoria è consentita solo limitatamente alla prossimità della propria abitazione – spiega il comandante della polizia municipale di Trento Lino Giacomoni – è chiaro quindi che uno non può andare a 20 chilometri di distanza. In questo caso viene meno ciò che è scritto nero su bianco, e cioè che gli spostamenti sono consentiti solo per esigenze lavorative, mediche o di primaria necessità”.

 

Lo spazio d'interpretazione, dunque, è minimo. Tuttavia qualche cittadino un po' sprovveduto l'ha volutamente ignorato, saltando in sella e salendo sulle montagne che circondano la città. E ciò incorrendo in un comportamento passibile di sanzionamento.

 

“Nelle giornate di ieri e oggi – conclude il comandante – le sanzioni comminate sono state 5-6. Tra queste una persona fermata mentre portava un attrezzo a riparare da un amico e un altro che si giustificava dicendo di andare a fare la spesa ma non sapeva dire dove. A tutti viene infatti chiesta l'autocertificazione, che essendo molto precisa su ora e luogo potrà essere verificata al momento o una volta calmata la situazione attraverso controlli a campione”.

 

Per questo, ancora una volta, è forse necessario ribadirlo: restate a casa.

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