Contenuto sponsorizzato
| 10 mar 2020 | 20:21

Coronavirus, l'allarme della Cisl medici: ''Altri positivi nelle Rsa e ai nostri professionisti non vengono forniti dispositivi di protezione''

Tra i contagiati c'è un caso alla Rsa di Pergine. Il Dipartimento di prevenzione: "C'è preoccupazione per la grandezza della struttura in termini di posti letto". Il segretario della Cisl medici, Nicola Paoli: "Ai medici di base e ai professionisti nelle case di riposo non vengono dati i dispositivi di protezione adeguati"

Coronavirus, l'allarme della Cisl medici: Altri positivi nelle Rsa e ai nostri professionisti non vengono forniti

TRENTO. I contagiati da coronavirus sono saliti a 52, tre sono in terapia intensiva e un caso in particolare preoccupa Provincia e Apss in quanto è avvenuto alla Rsa di Pergine (Qui articolo). "Esaminiamo con molta attenzione questa situazione. La criticità - spiega Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di prevenzione - è legata soprattutto alle dimensioni della struttura in termini di posti letto. Ricostruiamo i contatti, portiamo avanti le inchieste epidemiologiche e effettuiamo i tamponi. Non ci sono ancora elementi certi e siamo in costante contatto con il sindaco".

La curva continua a salire, ma c'è la buona notizia dei due pazienti guariti. Ma c'è molta tensione sul fronte dei medici di base e quelli proprio alle Rsa. "I coordinatori medici e clinici delle case di riposo del Trentino iniziano a essere molto preoccupati - spiega Nicola Paoli, segretario della Cisl medici -.Ci chiamano per sapere come devono comportarsi in quanto non vengono consegnate le protezioni Dpi previste per il personale medico ospedaliero, specialistico e convenzionato aziendale: i contratti sono annuali di libera professione e non prevedono questa situazione specifica. In questo modo vengono esposti a diventare il veicolo di contagio per tutti gli ospiti presenti nelle Rsa".

 

Una situazione che riguarda una settantina di unità del personale impegnate all'interno delle 52 case di riposo sparse sul territorio trentino e circa 200 professionisti dei medici di famiglia. "Nei giorni scorsi - aggiunge il segretario della Cisl medici - avrebbe contagiato altri ospiti della stessa casa di riposo, altri due casi sono attualmente ritenuti sospetti e tenuti in isolamento. Alcuni infermieri sono stati messi in quarantena, mentre il medico non è potuto entrare in quanto non gli è stato fornito il kit di protezione. Da quel momento non abbiamo notizie se siano state chiamate le guardie mediche, che ora si rifiuterebbero di andare alle strutture durante le ore notturne".

 

Un altro caso all'interno delle case di riposo dopo quello confermato a Canal San Bovo (Qui articolo). "I numeri sono in aumento e chiediamo insieme all'associazione provinciale dei coordinatori medici delle Rsa a noi affiliata - conclude Paoli - che la Provincia e l’assessora Stefania Segnana tengano presente che molti di questi medici delle case di riposo sono anche guardie mediche e medici di base, quindi a rischio di infettare popolazioni intere. Gli enti preposti non sembrano intenzionati a tutelare i nostri medici, retribuiti 8-10 euro all’ora, e negano ogni dialettica con il sindacato che li rappresenta per trovare una soluzione. Ci aspettiamo inoltre un maggior coinvolgimento anche dall'Upipa per risolvere questa criticità".

 

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 06 agosto | 16:33
L'incidente è avvenuto a quota circa 2.600 metri, nel gruppo del Latemar, al confine tra le province di Trento e Bolzano. Una ragazza di 14 [...]
Cronaca
| 06 agosto | 15:29
Tempi di bilancio di metà mandato per Claudio Soini, presidente del Consiglio provinciale di Trento, ospite della redazione de il Dolomiti: [...]
Cronaca
| 06 agosto | 15:24
E' successo alla seggiovia di Fedare arrivata a Forcella Nuvolau, sul posto il soccorso alpino e il personale sanitario 
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato