Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, "Ai medici un solo paio di guanti, Ruscitti spenda i soldi del suo aumento per i trentini". La Cisl sul Centro servizi di Mezzolombardo

In due note pubblicate negli ultimi giorni, il segretario della Cisl medici Nicola Paoli ha denunciato una gestione errata del personale e della struttura da parte dell'Azienda sanitaria nel Centro servizi di Mezzolombardo, adibito a ospitare pazienti post-Covid non completamente guariti

Pubblicato il - 30 marzo 2020 - 10:03

TRENTO. Mentre il sistema sanitario trentino si trova sottoposto alla prova più importante, pressato dall'afflusso eccezionale di malati da Covid-19, tra i sindacati e l'Azienda sanitaria continua la guerra fredda a colpi di comunicati, con i rappresentanti degli operatori sanitari, in prima linea nel fronteggiare l'emergenza, a chiedere maggiori tutele per i propri assistiti.

 

E così, nei comunicati praticamente giornalieri, la Cisl medici critica la gestione complessiva dell'emergenza da parte degli organi politici e tecnici della Provincia, questa volta individuando nel nuovo presidio di Mezzolombardo una serie di problematiche con cui si trovano ad avere a che fare i sanitari operativi in quel centro.

 

A far scattare la protesta della sigla sindacale dei medici è in questo caso la scelta della Provincia di mettere a disposizione del Centro Servizi sanitari di Mezzolombardo di “5 medici delle Unità speciali di continuità assistenziale”, utilizzati, secondo la Cisl medici, in una funzione impropria rispetto al compenso pattuito, a discapito dei medici di base impegnati nell'assistere i malati Covid a domicilio.

 

“Si è avuto notizia, nei giorni scorsi, della attuazione, da parte dell'APSS, del trasferimento a Mezzolombardo, di 'pazienti covid-19 a minor impegno clinico assistenziale' al  Centro Servizi sanitari di Mezzolombardo – esordisce una nota del 29 marzo, firmata dal segretario generale della Cisl medici Nicola Paoli - tali pazienti post Covid19 'ma non completamente guariti' sarebbero seguiti, secondo quanto approvato dalla Giunta provinciale il 20 marzo 2020 n. 388, da cinque medici delle Unità speciali di continuità assistenziale, ai sensi dell'art.8 del DL 14/2020. Tali medici (comma 1), per ricevere il compenso che stanno ricevendo dalla Provincia di Trento, euro 3456 euro lordi al mese, dovrebbero invece recarsi al domicilio dei pazienti in fase acuta di Covid-19 positivi, di volta in volta, su segnalazione diretta dei medici di base della Rotaliana e dell'Altopiano della Paganella che dovrebbero garantire 'solo' l'attività assistenziale ordinaria a tutti gli altri pazienti”.

 

“Al contrario, ancora adesso, i medici di base e le guardie mediche, (euro 2800 lordi al mese) in costante pericolo, hanno sempre in carico detti pazienti acuti Covid positivi domiciliari e secondo quanto riferito dall'assessore Segnana in conferenza stampa riceveranno le mascherine, dopo giovedì prossimo ma solo per le visite domiciliari. Inoltre non sono stati minimamente informati della presenza dell'Unità speciale a Mezzolombardo e dei compiti ad essa assegnati, che prevede una stretta collaborazione con gli stessi medici mediante numero telefonico diretto, mai ricevuto. Al contrario, nella struttura di Mezzolombardo, i cinque giovani medici non starebbero svolgendo il lavoro previsto nel decreto legge, essendo adibiti da APSS solo all'attività di medici per i pazienti covid19 a minor impegno assistenziale ricoverati in una struttura non adibita a 'ospedalizzazione' di tale tipo”.

 

“Tutto ciò appare in netto contrasto con quanto ribadito anche nella nota 7865 del 25 marzo 2020 del Ministero della Salute, di diritto primario, avente ad oggetto 'Aggiornamento delle linee di indirizzo organizzative dei servizi ospedalieri e territoriali in corso di emergenza COVID19'. Sfugge pertanto quale possa essere la razionale motivazione che spinge l'APSS di Trento ad intraprendere una strada, erroneamente condivisa anche dalla Giunta provinciale, sulla gestione dei pazienti Covid-19 a domicilio. E in ottemperanza all'art.8 del DL 14/2020 ci si interroga come sia possibile che gli stessi medici di medicina generale non possano usufruire di questi cinque medici sul territorio, a domicilio, dove invece continuano ad essere inviati, illegittimamente, con enormi pericoli (vedi il collega in rianimazione) le guardie mediche del piano terra del Centro servizi sanitari di Mezzolombardo, che dovevano restare a disposizione per l'attività assistenziale ordinaria (cioè no Covid-19). La Cisl medici del Trentino, quindi, segnala pubblicamente l'assegnazione all'USCA di Mezzolombardo funzioni apparentemente diverse da quelle previste per legge e la contiguità fra un piano del 'fu' Centro Servizi sanitari di Mezzolombardo (trasformato in 'presidio sanitario territoriale'), con tutte le attività, aperte, dei piani di sotto, con forti rischi di contagio”.

 

“Per questo chiede pubblicamente al dott. Bordon di garantire che la realizzazione del reparto 'Covid19 non completamente guariti' non andrà a danno della sicurezza e della incolumità fisica dei cittadini, dei medici e degli operatori sanitari che transitano e lavorano nella stessa struttura di Mezzolombardo (in paese continua ad aumentare il numero dei contagiati) e neppure alle decine di medici che domani (cioè oggi, 30 marzo 2020, ndA) dovranno ritirare i DPI e i kit a pochi metri da quei 'Covid-19 non del tutto guariti'. Infine chiede di sapere il motivo per cui i cinque medici dell'USCA che dovrebbero essere remunerati per una attività di emergenza territoriale domiciliare, sostituendo i medici di medicina generale ai domicili dei propri pazienti della Rotaliana e della Paganella, siano adibiti, impropriamente pare, all'attività 'ospedaliera'; e quando invece potranno essere a disposizione dei medici ex art. 8 DL14/2020”.

 

Ma proprio sulla questione delle mascherine, annunciate in gran numero dall'Azienda sanitaria, Paoli riserva una nuova staffilata, alludendo all'aumento di stipendio deciso dalla Provincia per il dirigente Ruscitti: “Dopo aver ricevuto questa mattina il pacco regalo – aggiunge in una nota datata 30 marzo – attraversando una folla di gente accalcata al piano terra del Centro Servizi sanitari di Mezzolombardo, in attesa di accertamenti, che tossiva ed era senza mascherine, i medici di medicina generale della Cisl ci fanno notare che ci è stato consegnato un solo paio di guanti in nitrile, assolutamente necessari per visitare i nostri pazienti Covid-19 positivi. In tempi di penuria delle casse provinciali, ci aspettiamo che il dott. Ruscitti elargisca il suo aumento retributivo per acquistare il necessario affinché i medici, come lui, abbiano di che operare per il bene della nostra gente trentina. Anche perché, i 'progetti strategici' in periodo emergenziale per cui è stato premiato, sono stati firmati, in parte, anche dalla medicina generale che sta a lui a cuore. Che Dio ce la mandi buona!”.

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 19 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

20 ottobre - 09:39

Attorno alle 9 una densa colonna di fumo si è alzata da una casa. Le fiamme hanno avvolto il tetto di un'abitazione a Verla di Giovo, in Val di Cembra. Sul luogo diversi corpi dei vigili del fuoco per domare l'incendio

20 ottobre - 09:09

A causa dell'auto incidentata, rimasta bloccata sulla carreggiata, lungo la strada statale 47 della Valsugana si sono formate lunghe code, i mezzi procedono a passo d’uomo. C’è anche un ferito trasportato in ambulanza all’ospedale

20 ottobre - 05:01

Il racconto dell’altra faccia della prima linea contro il coronavirus, la storia di Veronica Righi che si occupa di ricostruire i contatti stretti dei positivi: “Come assistenti sanitari siamo pochi in Italia, prima nessuno ci conosceva ma con la pandemia la gente inizia a capire cosa facciamo”

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato