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Coronavirus, l'Alto Adige celebra gli effetti dello screening, ma i dati sono ancora alti. Widmann sul divieto agli spostamenti di Natale: “Misura senza senso”

Nell'ormai tradizionale appuntamento della conferenza stampa del venerdì, le autorità sanitarie della Provincia di Bolzano hanno celebrato gli effetti dei provvedimenti adottati nelle scorse settimane. Polemico l'assessore alla Salute Thomas Widmann sul divieto agli spostamenti nei giorni di Natale e Capodanno: "Misura senza senso"

Di Davide Leveghi - 11 dicembre 2020 - 18:29

BOLZANO. “La pandemia non conosce il Natale, quindi dobbiamo continuare a stare attenti. Anche se, sono contrario alle misure senza senso, come quella di chiudere allo spostamento tra i Comuni il 25 e il 26”. Chiude così la tradizionale conferenza stampa del venerdì, l'assessore alla Salute della Provincia di Bolzano Thomas Widmann. La discesa presa dalla curva dei contagi come effetto delle settimane di lockdown duro e della massiva campagna di screening – con cui si sono sottoposti al test oltre 362mila persone – viene celebrata dalle autorità politiche e sanitarie.

 

La situazione in provincia, tuttavia, continua a essere difficile. I dati infatti si attestano a cifre importanti, sia sul fronte dei nuovi contagi (346, di cui 112 al test antigenico) che su quello dei decessi (17 nelle ultime 24 ore, 337 solamente nella seconda ondata), mentre i ricoveri tornano a segnare un più rispetto alla giornata precedente (242).

 

Nella conferenza stampa, alla presenza dell'assessore Widmann, del direttore sanitario Pierpaolo Bertoli, del biostatistico di Eurac Research Markus Falk, del direttore generale dell'azienda sanitaria Florian Zerzer e della primaria del Laboratorio di microbiologia e virologia Elisabetta Pagani, il tono è però entusiastico. Gli effetti dello screening, d'altronde, lo permettono, anche se il livello di guardia continua a essere alto.

 

Lo screening è stato una pietra miliare nella lotta al virus – ha esordito l'assessore alla Salute – all'inizio della pandemia non avevamo soluzioni, ora, dopo 9 mesi, ne abbiamo di sempre più efficaci. Sulla base dei dati, possiamo decidere come agire. V'è un problema, però. I numeri sono sempre in ritardo, sono la foto di due o tre settimane fa. Oggi cominciamo la fase dello screening, con 'Monitoraggio Alto Adige'”, introducendo un altro strumento per tenere sotto controllo la circolazione del Covid”.

 

Presentato nella giornata di giovedì 10 dicembre, il progetto “Monitoraggio Alto Adige” porterà al test di oltre 20mila persone, tra cui normali cittadini, personale di scuole e asili e studenti delle superiori, che settimanalmente e volontariamente si sottoporranno ad un test rapido per valutare l'eventuale presenza e incidenza del virus in provincia.

 

“Il nostro progetto di screening di massa è stato presentato a livello europeo al Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie – spiega il direttore sanitario Pierpaolo Bertoli – grazie a questo siamo riusciti a ottenere un arretramento importante nel periodo successivo, con la pressione calata di almeno il 20% per quanto riguarda i ricoveri, del 24% per le terapie intensive e con una significativa riduzione anche per quanto riguarda le persone in quarantena attiva. Gli effetti cumulati del lockdown e dell'azione di massa hanno sortito dunque gli effetti attesi”.

 

A spiegare coi numeri quanto le misure adottate dalla Provincia di Bolzano abbiano impattato nel calo della pressione sull'Azienda sanitaria, sono poi intervenuti il biostatistico Falk e il direttore generale Zerzer. “Abbiamo ottenuto una bella riduzione di carico per gli ospedali, riducendo il numero di persone contagiose in circolazione – ha spiegato Falk – se proseguiamo con un Rt attorno allo 0.7 dovremmo ulteriormente migliorare. Attualmente si stima che in Alto Adige vi siano 4000 persone contagiose. La probabilità di imbattersi in un infetto è del 6,8%”.

 


 

“Abbiamo dei cittadini che quando il gioco si fa duro, assieme, in maniera coscienziosa e responsabile, collaborano per superare la fase difficile – gli ha fatto eco il direttore dell'Azienda sanitaria – la grande partecipazione allo screening ha salvato l'Azienda sanitaria dell'Alto Adige. Per questo, lo ripeto, sono fiero di essere altoatesino. Anche l'opinione pubblica e la stampa internazionale ce lo hanno riconosciuto. Ci siamo salvati perché il 13 novembre contavamo i giorni che sarebbero serviti agli ospedali per sostenere la pressione e ora è possibile ospitare nuovi pazienti”.

 

I positivi emersi sono stati 3615, che se facciamo un calcolo, seppur approssimativo, corrisponde a 180 posti letto negli ospedali – prosegue - se il 10% di questi ha bisogno di cure intensive, in 18 sarebbero in terapia intensiva. Se facciamo un altro calcolo sull'infezione, in 15 giorni le persone contagiate sarebbero circa 75mila. Numeri che ci avrebbero portati al collasso. Ci siamo fatti un regalo di Natale. Abbiamo inoltre creato un sistema di allertamento veloce. Questo è quello che possiamo fare noi, il resto spetta a voi. Se continuiamo così possiamo uscirne”.

 

Sul divieto di spostamento tra Comuni nei giorni 25-26 dicembre e 1 gennaio, Widmann ha poi chiuso la conferenza lanciando un chiaro messaggio al governo. “In vista del Natale il rispetto delle regole è prioritario. Mi appello al senso di responsabilità dei cittadini. La pandemia non conosce il Natale. Tuttavia, sono contro a misure senza senso come quella delle chiusure del 25 e del 26 ai movimenti tra Comuni. Chi vive a Ponte Gardena, ad esempio, non potrebbe uscire di casa e già si trova in un altro Comune. Se siamo rispettosi e attenti possiamo uscirne”.

 

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