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Coronavirus, l'Azienda sanitaria aumenta i posti in terapia intensiva. Bordon: “Implementazioni negli ospedali di Trento, Rovereto e Cles

In una situazione che vede 65 pazienti ricoverati in terapia intensiva, il sistema sanitario trentino si prepara a eventuali nuovi arrivi. Il direttore dell'Apss Bordon: “Attendiamo i ventilatori, per il fine settimana dovremo superare i 60 a Trento. In aumento anche a Rovereto e a Cles”

Di Davide Leveghi - 25 March 2020 - 18:43

TRENTO. In una giornata in cui il bilancio dei decessi è grave, mentre quello dei contagi subisce una flessione rispetto a ieri, Azienda sanitaria provinciale e Provincia si preparano a scenari peggiorativi. Con 2001 soggetti infettati, di cui 1117 persone isolate a domicilio, organizzare i posti in terapia intensiva diventa così un'esigenza di vitale importanza.

 

È il presidente Maurizio Fugatti a dare il via al bollettino quotidiano nell'ormai “tradizionale” appuntamento in videoconferenza. “Snocciolando” i tristi numeri dell'epidemia, con la voce rotta dall'emozione per le importanti cifre dei decessi (18), il governatore riporta anche il quadro dell'attuale situazione negli ospedali provinciali, dove lo stress a cui vengono sottoposti strutture e soprattutto operatori sanitari continua ad essere consistente.

 


 

In una situazione che vede 286 persone ricoverate, 22 persone in terapia semi-invasiva e 65 in terapia intensiva, le potenzialità ricettive degli ospedali trentini necessitano un incremento. “Siamo per quanto riguarda la terapia intensiva, cioè i pazienti che necessitano di essere intubati, al livello più alto – ha affermato il direttore Paolo Bordon – per questo stiamo lavorando per implementare l'offerta. Un piano di implementazione è in atto all'ospedale Santa Chiara, dove per il fine settimana, con l'arrivo dei ventilatori, dovremo attivarne altri 10-14”.

 

“I posti attualmente occupati nell'ospedale di Trento sono 42 – continua – su un totale di 46. In serata dovrebbero diventare disponibili altri 4 posti, per un totale quindi di 50. Per l'occasione verrà adibito il piano rialzato dell'ala Ovest, con i posti che dovrebbero superare i 60 per settimana prossima. In quella struttura che abbiamo convertito nel nostro principale 'Covid hospital', cioè Rovereto, sono stati attivati 27 posti grazie anche ai ventilatori arrivati nel pomeriggio. A Cles ne sono stati attivati 3 in più”.

 

In un quadro in continuo mutamento, dove le necessità mediche dei pazienti possono cambiare molto velocemente, avere una disponibilità abbondante – nei limiti del possibile – diventa decisivo. “Le dinamiche cambiano di momento in momento – dichiara Bordon sempre in riferimento a Rovereto – in questo momento che io sappia ci sono 2-3 posti liberi ma ciò dipende dal tempo. Alcuni pazienti s'aggravano e necessitano d'essere intubati, altri vanno in direzione contraria”.

 

Accanto ai pazienti in terapia intensiva, poi, ci sono quelli che si trovano in terapia semi-intensiva, e che necessitano di un'assistenza meno invasiva, Bordon aggiunge: “La domanda per i pazienti in terapia intensiva è in crescita, disponibilità più ampia c'è invece per quella non invasiva, grazie anche all'aiuto di Solatrix e da domani di Villa Bianca”.

 

Il tutto, grazie – come evidenziato dallo stesso direttore – al “lavoro ininterrotto di medici e infermieri”, pronti anche, in caso di scenari peggiori, a utilizzare – come annunciato negli ospedali bolognesi – a usare le macchine di respirazione per due pazienti alla volta. “Nella necessità sarà possibile – ha concluso – speriamo ciò non debba accadere”.

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