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Coronavirus, le dosi dei vaccini arrivano negli ospedali delle valli. Il sindaco Morandi: "L'inizio della fine di un incubo"

Arrivati a Trento in mattinata, dove sono stati inoculati ai primi sanitari volontari, i vaccini hanno preso la strada degli ospedali periferici. A Cles e a Arco sono stati somministrati a 5 operatori per ciascuna struttura, e così avviene anche a Rovereto, Borgo Valsugana, Tione e Cavalese. Coinvolte anche 7 Rsa

Di Davide Leveghi - 27 December 2020 - 12:36

TRENTO. E' arrivato negli ospedali trentini il primo carico di vaccini contro il Covid-19. Alla presenza delle autorità sanitarie e politiche, al Santa Chiara di Trento si è tenuta la cerimonia di inaugurazione di una campagna destinata in alcuni mesi a immunizzare buona parte della popolazione trentina. A farsi inoculare la prima dose è stata un'infermiera anestesista, Ines Antonioni. “E' per responsabilità verso i pazienti e per lanciare un messaggio di speranza. Ai colleghi scettici, dico che dobbiamo mettere da parte le credenze popolari e affidarci alla scienza”, ha dichiarato.

 

 

Se a Trento, dunque, si sono tenute le formali presentazioni del V-Day e le prime 30 iniezioni, anche negli ospedali delle valli si è “tagliato il nastro”, inaugurando la campagna volta a eradicare il virus. Dopo l'arrivo delle 100 dosi iniziali, portate nella mattinata di domenica 27 dicembre dagli alpini della Brigata Julia, delle auto mediche dotate dei necessari frigoriferi hanno smistato le fiale ai vari centri periferici.

 

Sono arrivate anche a Cles le prime 5 dosi del vaccino contro il Covid-19 e sono già state somministrate ad altrettanti operatori sanitari dell'ospedale della Valli del Noce – ha annunciato la Provincia tramite un post sui social – presente anche l'assessora Giulia Zanotelli, che ha ringraziato tutti i sanitari e i primi medici e infermieri che volontariamente si sono sottoposti alla vaccinazione. Si tratta dei 3 dirigenti medici responsabili delle Unità operative di Anestesia, Medicina e Pronto soccorso, della coordinatrice di Medicina e di un infermiere del pronto soccorso. Altre tre dosi sono state consegnate all'Apsp del capoluogo noneso”.

 

Oltre agli ospedali di Trento e Cles, le dosi previste sono arrivate anche ad Arco, Borgo Valsugana, Tione, Rovereto e Cavalese, mentre alcuni ospiti e operatori delle Rsa Villa Belfonte di Villazzano, Apsp Vannetti di Rovereto, Pinzolo, Riva del Garda, Predazzo, Borgo e Cles riceveranno a loro volta le prime vaccinazioni. “Ci sarà un'organizzazione capillare”, ha annunciato alla vigili l'assessora alla Salute Stefania Segnana, mentre il presidente Maurizio Fugatti ha tracciato il percorso. “Secondo i programmi del governo arriveremo alla distribuzione di 4500 dosi a settimana per arrivare nell'arco di circa un mese alle 18mila vaccinazioni”, ha comunicato.

 

La presenza delle autorità provinciali, nondimeno, non si è fatta sentire solamente nel capoluogo e nell'ospedale di Cles. Un altro rappresentante della giunta, l'assessore e vicepresidente della Pat Mario Tonina, era infatti presente all'arrivo dei vaccini ad Arco. Assieme ai sindaci della città in questione Alessandro Betta e di Nago-Torbole Gianni Morandi, Tonina ha accolto i primi box con le dosi destinate ai sanitari dell'ospedale e alla Rsa di Riva del Garda.

 

Un evento simbolico ma direi storico dopo questa pandemia – ha esultato il sindaco di Nago-Torbole e commissario straordinario della Comunità Alto Garda Gianni Morandi – l'inizio della fine di un incubo. Una luce di speranza e fiducia per il futuro. Un pensiero a tutte le vittime e un abbraccio virtuale a tutti gli operatori sanitari”.

 

“L'arrivo di questa consegna – gli ha fatto eco il primo cittadino arcense Alessandro Betta – è un momento storico. Cinque dosi sono un numero che ha un valore soprattutto simbolico, ma che ci permette di guardare al 2021 con un sentimento di grande speranza. Quello che sta per terminare è un anno terribile che vogliamo dimenticare il prima possibile, per relegarlo tra le pagine peggiori della storia. Anche per la nostra comunità questa consegna è motivo di speranza, anche per il personale sanitario , che tanta fatica ha dovuto affrontare e sta ancora affrontando”.

 

A ogni ospedale sono state consegnate 5 dosi, così come a 35 Rsa. In quest'ultimo caso, le dosi sono state ripartite in 2 vaccini agli operatori sanitari e 3 agli ospiti. Nella giornata di lunedì 28 dicembre arriveranno altre 4500 dosi, che con cadenza settimanale verranno ripartiti su tutto il territorio provinciale.

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