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Coronavirus, Upipa: ''Entro fine settimana 4 mila somministrazioni di vaccino in Rsa. L'unica casa di riposo ancora free da marzo è quella di Vallarsa''

In tutte le case di riposo trentine è partita la campagna vaccinale contro il Covid-19. L'obiettivo è quello di mettere in sicurezza le strutture entro la fine di gennaio. Parolari: "L'organizzazione sul territorio delle Apsp e la loro capacità di autonomia sono vincenti. Se fossimo stati un'unica azienda non sarebbe stato di certo così"

Di Giuseppe Fin - 07 gennaio 2021 - 05:01

TRENTO. Sono stati mesi difficilissimi quelli attraversati dalle case di riposo in Trentino. Mesi di dolore, di solitudine causati da un virus che non ha risparmiato nulla e nessuno e che ha privato tantissimi anziani anche di un semplice abbraccio.

 

In queste strutture non si è potuto tirare il fiato nemmeno per un momento. Ancora oggi si contano nuovi morti, nuovi ammalati gravi e questa seconda ondata ha riportato alla luce vecchi punti deboli. Dalla mancanza del personale a quella dei dispositivi di protezione.

Una parte delle strutture che alla prima ondata erano riuscite a resistere all'infezione, in questi mesi sono purtroppo cadute. Delle 8 strutture gestite da Spes tutte hanno dovuto affrontare dei contagi e delle 45 strutture gestite da Upipa, ad oggi, solamente una è riuscita a rimanere indenne. Stiamo parlando della casa di riposo di Vallarsa. Una struttura non di grandi dimensioni ma che in questi mesi è riuscita ad affrontare la pandemia senza registrare alcun contagio. I dati dicono che il contagio è molto più diffuso rispetto alla scorsa primavera anche se i casi gravi sono leggermente meno.

 

Dal 31 dicembre, però, è arrivata la svolta. In tutto il Trentino sono partite le somministrazione del vaccino anti-Covid nelle Rsa. Un inizio importante per vedere la luce alla fine del tunnel.

Stiamo proseguendo senza sosta nelle vaccinazioni e non ci fermeremo” ha spiegato Francesca Parolari, presidente di Upipa e una della tante donne in prima linea contro il Covid. Un lavoro che vede impegnati ancora una volta tantissimi operatori sanitari.

 

“I vaccini - spiega - sono arrivati alla fine di dicembre e siamo partiti immediatamente. In questa settimana tutte le strutture hanno avviato la vaccinazione e contiamo di metterle in sicurezza a fine gennaio”. I numeri confermano di giorno in giorno la forza della campagna vaccinale trentina grazie anche al lavoro che si sta facendo nelle Case di riposo. “Abbiamo messo in campo una macchina da guerra e i risultati si vedono. Proprio giovedì mattina è previsto l'arrivo di altre 1800 dosi a 27 enti e venerdì altre 180 per ulteriori fabbisogni e 30 alla struttura di Vallarsa” spiega la presidente di Upipa. “Se siamo ad una percentuale così alta è grazie anche al lavoro che viene fatto nelle Apsp. A fine settimana con questi numeri arriveremo a 4 mila somministrazioni”.

 

Organizzazione e autonomia. Sono state queste le due parole d'ordine che sono riuscite a dare i risultati che vediamo in questi giorni. “E' la dimostrazione – ha continuato Parolari - che l'organizzazione sul territorio delle Apsp e la loro capacità di autonomia sono vincenti. Se fossimo stati un'unica azienda non sarebbe stato di certo così. La battaglia che abbiamo fatto per difendere l'autonomia e il radicamento territoriale andava fatta e siamo contenti di aver difeso certi valori”.

 

Come già detto in questi giorni sono entrate a regime le somministrazioni nelle strutture. Non sono mancate le criticità che però con le ore sembrano essere state risolte. “Abbiamo in alcuni casi registrato la mancanza di un numero adeguato di siringhe, quelle ad alta precisione necessarie per il vaccinazione. Con le ore, però, il problema si dovrebbe essere risolto”.

 

Sono in via di completamento anche le vaccinazioni fatte nelle otto strutture gestite da Spes. “Siamo sostanzialmente alla fine – ha spiegato il direttore Italo Monfredini – l'ultima struttura nella quale verrà somministrato il vaccino è quella di Lisignago”.

 

Monfredini è soddisfatto anche per i numeri sull'adesione: “Io avrei preferito ovviamente che tutti si sottoponessero alla vaccinazione ma i dati che abbiamo sono buoni. Tra gli operatori circa il 50% hanno aderito mentre quasi tutti gli utenti si sono sottoposti alla somministrazione. La percentuale è buona rispetto ad una normale vaccinazione anti-influenzale”.

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