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Coronavirus, dagli operatori agli anziani al via le vaccinazioni nelle Rsa, Parolari: ''Tra gli ospiti adesione che arriva al 90%. Più bassa quella degli operatori''

Per Upipa l'obiettivo è quello di arrivare a fine gennaio con la messa in sicurezza delle strutture. Tra gli operatori che sono a contatto con gli anziani l'adesione al vaccino si aggira per il momento tra il 50 e il 60%. "E' importante fornire informazioni corrette per far prendere scelte consapevoli. A fine gennaio valuteremo la situazione e vedremo le decisioni da assumere"

Di Giuseppe Fin - 31 dicembre 2020 - 17:55

TRENTO. Sono partite oggi le prime vaccinazioni contro il Covid19 all'interno delle Rsa del Trentino. Sono 12 le strutture di Upipa che hanno iniziato, altre lo faranno il 2 di gennaio e altre ancora il 4. “L'obiettivo è entrare a regime con la prossima settimana e terminare, con il richiamo, attorno la fine di gennaio” ci spiega la presidente di Upipa, Francesca Parolari.


Ovviamente lo sforzo messo in campo è importante per le 43 strutture Upipa presenti sul territorio. “Nelle nostre strutture abbiamo raccolto in due giorni una forte percentuale di adesione. Parliamo di circa il 90% tra gli ospiti e questo è un risultato importante che ci fa ben sperare veramente che nel tempo ci sia una buona risposta.

 

L'obiettivo, come già detto, è quello di avere la maggior parte delle strutture in sicurezza per la fine di gennaio. Meno alta, invece, è la percentuale di adesione alla vaccinazione contro il Covid19 tra gli operatori. Lo dicono i numeri che sono stati registrati sempre negli ultimi giorni tra quelli che sono più a contatto con gli utenti nelle strutture Upipa. “Qui arriviamo ad una percentuale del 50 – 60% di adesione. La situazione è però a macchia di leopardo. Dobbiamo considerare che è un percorso di consapevolezza e il nostro impegno deve essere indirizzato a fornire informazioni per far prendere decisioni in consapevolezza” dice la presidente di Upipa.



I vaccini nelle Rsa non sono obbligatori. Nessuna imposizione quindi. “Non esiste alcuna obbligatorietà – spiega ancora Parolari – ma per me è un percorso che ha bisogno di tempo per cercare di sensibilizzare, formare e poi valutare. Più la percentuale è alta meno è il rischio che il virus possa girare nelle strutture. Diciamo che può essere tollerabile una piccola percentuale di personale non vaccinato. Certo, deve essere bassa altrimenti il virus riesce ancora a diffondersi”.

 

Le vaccinazioni sono iniziate oggi e proseguiranno anche domani primo dell'anno. “A fine gennaio valuteremo la situazione e vedremo le decisioni da assumere” ha concluso Parolari.

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