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''Mai avuti tamponi positivi'', a Vallarsa l'unica Rsa del Trentino senza contagi. Le responsabili: ''Ora terminiamo le vaccinazioni, un sospiro di sollievo''

Ci sono in tutto 38 posti letto e al momento sono 33 le persone ospitate. Da inizio pandemia è l'unica casa di riposo in Trentino che non ha mai registrato un contagio. A spiegare il perché sono Giulia Stoffella presidente della struttura e Michela Plazzer direttrice

Di Giuseppe Fin - 05 febbraio 2021 - 05:01

VALLARSA. La casa di riposo di Vallarsa, l'Apsp don Giuseppe Cumer, è l'unica struttura per anziani in Trentino che dall'inizio della pandemia a oggi non ha mai avuto al suo interno un contagio. “I tamponi di screening non hanno mai rilevato un positivo” spiegano Giulia Stoffella e Michela Plazzer, rispettivamente presidente e direttrice della struttura. Lo dicono a bassa voce, quasi per scaramanzia, ma soprattutto in segno di profondo rispetto ai drammi che sono stati vissuti nelle altre case di riposo del Trentino dove il Covid-19, giorno dopo giorno in questi mesi, ha portato al decesso moltissimi ospiti.

 

Quella di Vallarsa è una casa di riposo non molto grande. Ci sono in tutto 38 posti letto e al momento sono 33 le persone ospitate. E' bene chiarire il fatto che l'assenza di contagi non significa che l'attenzione possa ora abbassarsi o che le misure per fronteggiare l'epidemia possano essere allentate. “La situazione può sempre cambiare – ci spiegano le responsabili – e occorre fare sempre molta attenzione”.

 

L’irruenta esplosione del Coronavirus ha drammaticamente colpito fin dall'inizio le case di riposo sia con contagi tra gli ospiti che tra gli operatori e responsabili portando a dolorose perdite. Le misure messe in campo negli scorsi mesi sono state importanti per evitare il peggio ma non sufficienti per chiudere fuori dalla porta il virus. Fondamentali sono stati nel sistema le strutture di transito intuizione d'emergenza arrivata da Upipa.

 

Ma come è riuscita la casa di riposo di Vallarsa a rimanere 'Covid free'? Grazie ad un impegno e ad un lavoro di squadra di tutto il personale. “I nostri ospiti non sono mai rimasti isolati, hanno potuto mantenere le loro abitudine e la loro quotidianità all'interno della struttura” ci spiegano Stoffella e Plazzer. Lo scorso anno, da marzo a giugno, sono state interrotte le visite come era previsto dalle norme in vigore ma poi il 17 giugno sono state riaperte. “E' stato fatto tutto con la massima attenzione – raccontano le responsabili – e siccome la nostra struttura non è molto grande abbiamo deciso di trasformare una veranda che avevamo in un luogo di incontro per gli ospiti e il loro familiari”.

 

Questo è stato possibile grazie all'impegno di Medici con l’Africa Cuamm che ha permesso l'allestimento di un nuovo spazio per le visite capace di contribuire a tenere sotto controllo gli effetti dell’epidemia di Covid-19. L’obiettivo è stato quello di non far venir meno le visite e il conforto morale agli anziani ospiti. “I famigliari passano accanto alla porta centrale della struttura – ci spiegano Giulia Stoffella e Michela Plazzer – e poi dopo aver rilavato la temperatura proseguono verso questo nuovo spazio dove avviene l'incontro in massima sicurezza senza alcun contatto perché tra l'ospite e loro è presente un divisorio trasparente''.

 

Ma a contribuire a non portare il virus all'interno della struttura è stato certamente il comportamento tenuto dal personale sanitario, di chi si trovava in cucina, i fisioterapisti, il personale amministrativo e gli addetti alle pulizie. Ben 38 persone che hanno tenuto un comportamento di responsabilità. “Vogliamo ringraziare tutti – ci dicono Stoffella e Plazzer – perché  tutti hanno dimostrato responsabilità e attenzione agli altri. E' stata capita la gravità del momento ed è stata data più disponibilità rispetto i turni assegnati”.

 

Nelle scorse settimane anche all'Apsp don Giuseppe Cumer è iniziata la vaccinazione anticovid19 e oggi, venerdì 5 febbraio, terminerà la seconda somministrazione per gli ultimi ospiti. “Per noi significa tirare un sospiro di sollievo e per tutto questo ringraziamo gli ospiti e i famigliari per la loro comprensione e il loro supporto a tutto il personale oltre ad un ringraziamento ad Upipa che è stata sempre a nostro fianco” concludono le due responsabili.

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