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| 30 mar 2020 | 13:26

Coronavirus, ''Le lavoratrici hanno ricevuto panni per la polvere come mascherine per sanificare ospedali e Rsa'', la denuncia dei sindacati

I sindacati Filcams e Fisascat Cisl hanno già segnalato il problema, nei giorni scorsi, all’Azienda provinciale per i servizi sanitari e alle ditte che si occupano del servizio di sanificazione delle strutture ospedaliere e nelle residenze per anziani, senza ottenere fino a questo momento alcun riscontro

Coronavirus, Le lavoratrici hanno ricevuto panni per la polvere come mascherine per sanificare ospedali e Rsa''
di Redazione

TRENTO. "Alle addette delle pulizie sono state forniti panni per la polvere a forma di mascherina per eseguire la sanificazione dei reparti Covid-19 negli ospedali e nelle Rsa della nostra provincia". Questa la denuncia di Paola Bassetti della Filcams e Francesca Vespa della Fisascat Cisl che raccolgono quanto raccontato delle lavoratrici: "Non si può combattere con armi spuntate. E’ una situazione inaccettabile".

 

I due sindacati hanno già segnalato il problema, nei giorni scorsi, all’Azienda provinciale per i servizi sanitari e alle ditte che si occupano del servizio di sanificazione delle strutture ospedaliere e nelle residenze per anziani, senza ottenere fino a questo momento alcun riscontro. "Le mascherine - proseguono le parti sociali - che sono state consegnate sono simili a panni per spolverare, non aderenti e che devono continuamente essere aggiustate nelle corretta posizione: annullano di fatto qualsiasi effetto protettivo. A questo si aggiunge che per sanificare una stanza in cui sono presenti gli ammalati è impossibile mantenere il metro di distanza, non si può operare".

L'allerta è massima. "C’è molta preoccupazione tra le lavoratrici. E’ noto come ospedali e Rsa siano luoghi a forte rischio contagio - aggiungono Bassetti e Vespa - non solo nei reparti dove sono ospitati malati positivi al Covid-19. Ci rendiamo anche conto delle difficoltà a reperire Dpi e tutti gli ambiti hanno atteso con pazienza. E’ ora però che si cambi registro: servono misure adeguate, altrimenti non si fa altro che sviluppare un circolo vizioso per non interrompere il contagio e non possono essere i lavoratori e le lavoratrici a rimetterci con la loro salute. E’ ora che Provincia e Apss reperiscano gli strumenti di protezione che servono, attivando tutti i canali disponibili e cercandone di nuovi".

 

I sindacati aspettano risposte in tempi brevi. "Altrimenti le lavoratrici intendono adottare pedissequamente le regole sulle distanze, come prevede il vademecum del Comitato provinciale in materia di salute e sicurezza. Questo significa che per pulire e sanificare le stanze manterranno la distanza di un metro e mezzo e non entreranno più in stanze dove siano presenti degenti che non consentano il mantenimento della distanza, se non adeguatamente protette”, concludono Bassetti e Vespa.

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