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Coronavirus, paura nelle case di riposo: servono più tutele per le addette alle pulizie. ''Non siamo di serie B, la salute va tutelata allo stesso modo per tutti''

Il sindacato chiede ai vertici delle diverse Apsp di gestire la situazione con massima trasparenza anche nei confronti dei lavoratori e mettendo a disposizione tutti i sistemi di protezione

Pubblicato il - 21 marzo 2020 - 16:55

TRENTO. “Nelle case di riposo servono più tutele per le addette alle pulizie” a tornare a chiederlo sono i sindacati Filcams e Fisascat che denunciano la mancata informazione e trasparenza. La rapida impennata, a cui si sta assistendo in questi giorni, di casi di anziani ammalati di Covid-19 nelle case di riposo trentine, sta spaventando le addette alle pulizie di queste strutture.

 

“C’è poca informazione e scarsa trasparenza da parte di alcune case di riposo nei confronti di queste lavoratrici, ingiustamente ritenute poco a rischio e comunque non sufficientemente al centro del problema – denunciano Paola Bassetti della Filcams Cgil e Francesca Vespa della Fisascat Cisl -. Non è così. Anche questo personale è a contatto con gli anziani, senza adeguate protezioni”.

 

La rapidità con cui si sta diffondendo il contagio in queste strutture, infatti, non sempre consente di isolare per tempo i casi positivi. I sindacati puntano il dito contro una situazione avvenuto alla Fondazione Comunità di Arco. “Qui, ad esempio – spiegano - giovedì scorso le lavoratrici sono state mandate urgentemente ad igienizzare 12 stanze senza le protezioni previste per i casi Covid, con semplici guanti e mascherine e senza essere informate della presenza o meno di pazienti positivi salvo scoprire il giorno successivo l’alto numero di anziani affetti da Coronavirus – insistono le due sindacaliste -. Ci rendiamo conto che la situazione nelle case di riposo è molto critica, ma serve massima attenzione a tutto il personale, non ci possono essere addetti di serie B perché la salute va tutelata allo stesso modo per tutti”.

 

Il sindacato chiede dunque ai vertici delle diverse Apsp di gestire la situazione con massima trasparenza anche nei confronti dei lavoratori e mettendo a disposizione tutti i sistemi di protezione. “Sappiamo che c’è carenza di Dpi, ma va trovata una soluzione. Non possiamo accettare per nessuno dei lavoratori, a qualsiasi livello e in qualsiasi mansione, che la loro salute sia messa a rischio. In questi giorni difficili tutti i lavoratori e le lavoratrici di queste strutture si stanno spendendo al massimo, compiendo responsabilmente il loro dovere, stando vicino agli ospiti. Non ci possono essere leggerezze né sottovalutazioni”, concludono le due sindacaliste.

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