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Coronavirus, nuovo focolaio in un'azienda dell'alluminio a Bressanone. Una ventina i dipendenti contagiati

Dopo l'individuazione di un focolaio nel settore delle carni a Chiusa e i tanti casi trovati nelle scuole (con successive chiusure e quarantene di studenti e personale), l'Alto Adige registra un nuovo focolaio in un'azienda di lavorazione dell'alluminio a Bressanone. 25 i contagiati. L'azienda: "Contagi avvenuti in ambienti privati e nel carpooling"

Pubblicato il - 01 ottobre 2020 - 16:34

BRESSANONE. Continuano gli aggiornamenti sulla situazione Coronavirus in Alto Adige. In un giorno in cui il bollettino quotidiano dell'Azienda sanitari registra 29 casi su 1734 tamponi, per un rapporto contagi/tamponi dell'1,67%, da Bressanone arriva la conferma della presenza di un nuovo focolaio nella ditta di alluminio Alupress.

 

Secondo gli accertamenti delle autorità sanitarie locali, i dipendenti dell'azienda contagiati sarebbero oltre 20. Il nuovo focolaio arriva qualche settimana dopo l'individuazione di diversi casi in un salumificio di Chiusa. L'azienda, trapelate le prime informazioni sui media, ha immediatamente diramato un comunicato per spiegare la situazione: "Dal primo caso positivo di Covid poco più di una settimana fa - ha scritto - l'azienda familiare Alupress ha effettuato volontariamente oltre 300 test Pcr per proteggere i suoi collaboratori. Lo scopo dei test era quello di isolare tutti i casi positivi al fine di eliminare qualsiasi rischio di infezione all'interno dell'azienda. Questi test hanno portato a rilevare 25 casi di Covid19, che si sono concentrati in un'unica area. Ad oggi, i dipendenti sono in gran parte privi di sintomi. La consociata Alupress Tooling non è coinvolta".

 

"Secondo lo stato attuale delle conoscenze e dell'esame da parte del servizio medico aziendale, le infezioni non sono avvenute all'interno dell'azienda, ma piuttosto attraverso i carpooling e nell'ambiente privato - conclude il comunicato - l'azienda ha reagito immediatamente alla situazione con ulteriori misure igieniche e di distanza interpersonale. Queste misure sono state definite e attuate in stretta collaborazione con il medico aziendale e l'azienda sanitaria". 

 

Nella giornata di ieri, mercoledì 30 settembre, la Provincia di Bolzano aveva comunicato 4 nuovi casi tra gli studenti di altrettanti istituti scolastici. Le scuole coinvolte interessavano, oltre alla primaria Don Bosco, l'Itcata e Delai e l'Istituto superiore De Medici di Bolzano, anche una struttura brissinese, la scuola primaria Rosmini.

 

Da inizio anno scolastico sono diverse le scuole altoatesine costrette a far fronte a situazioni di studenti o studentesse contagiati. A Merano, un focolaio particolarmente grande ha costretto alla chiusura della scuola superiore Gandhi.

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