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Coronavirus, Oss Emer: ''Siamo al 2,24% di positivi e molti perginesi sembra stiano facendo di tutto per arrivare al 3%. Poi è zona rossa, vedete un po’ voi''

Mentre per i dati della Provincia Pergine potrebbe stare tranquilla perché è all'1,3% il sindaco di Pergine ha comunicato i dati reali con gli antigenici (che vengono conteggiati per i provvedimenti ma non vengono resi noti da Fugatti ai cittadini). Peggio di Pergine ci sarebbero almeno altri 4 comuni oltre ai tre che sono già stati decretati zona rossa. Ecco cosa spetta a chi supera il 3%

Di Luca Pianesi - 14 November 2020 - 17:01

PERGINE. ''Non ci vuole molto a superare il limite del 3% che porrebbe Pergine in zona rossa. Dal comportamento sconsiderato di molti perginesi sembra che si stia facendo di tutto per arrivarci. E allora vi illustro quali potranno essere eventualmente le prescrizioni. Vedete un po’ voi''. Il sindaco di Pergine Roberto Oss Emer è uno che non va per il sottile quando ci sono da dire le cose come stanno e così oggi, con un post su Facebook, ha spiegato chiaramente, in poche parole, la situazione che si sta vivendo rispetto alla pandemia nel suo comune.

 

''Oggi - ha scritto - a mezzogiorno la situazione era la seguente: 254 persone con tampone positivo per le quali ho emesso o che sto emettendo ordinanza che vieta loro di lasciare la loro abitazione; 227 persone in isolamento a seguito di tampone antigenico positivo per le quali non è stata emessa ordinanza. Totale dunque 481 tamponi positivi a fronte di 21.500 abitanti circa e perciò una percentuale del 2,24 %''. Non manca, quindi, molto al 3% tenuto come soglia di riferimento dalla Provincia per istituire le zone rosse. E come vi spiegavamo ieri il paradosso è che la Provincia i dati completi dei positivi trovati (quindi i positivi da tamponi molecolari e anche da antigenici) non li comunica alla comunità, ma i provvedimenti li prende in base al dato completo. 

 

Stando a quanto comunica la Pat e l'Apss (QUI PER LA VERIFICA basta cliccare sulla mappa), infatti, a ieri Pergine aveva un rapporto di positivi per abitante dell'1,3% molto dietro anche a Fierozzo al 2,3% a Palù del Fersina che era all'1,9% Malé all'1,8%, Dambel all'1,4% e allo stesso livello di Fornace e Bresimo all'1,3% (subito dopo Sover e Frassilongo all'1,2%). Ma come vi stiamo raccontando da giorni quel che la Pat mostra è solo una parte dei contagi, meno della metà, perché è quella che si basa solo sui positivi da tamponi molecolari mentre da settimane gli antigenici sono parificati per efficacia, non vengono più ''controllati'' da un molecolare e bastano per l'isolamento del positivo. E in Trentino il peso degli antigenici è sempre più importante perché qui sono partiti i progetti sperimentali nelle farmacie (si ricorderanno gli annunci in pompa magna di Fugatti che spiegava che Speranza si era complimentato con lui) e ora li potranno fare anche i medici di base. 

 

Al contrario per essere definiti guariti bisogna fare il tampone molecolare dunque è evidente che nel computo dei molecolari sono sempre più numerosi i negativi e i positivi si trovano sempre di più con gli antigenici. I dati della Pat sono evidentemente parziali e non stanno mostrando ai cittadini della provincia di Trento la realtà di una situazione che ha un contagio che viaggia circa al triplo della velocità rispetto a quanto viene comunicato (QUI I DATI DI MOLTI COMUNI). Con le nostre inchieste vi abbiamo dimostrato negli scorsi giorni che è così e abbiamo sempre spiegato che i cittadini di un territorio, per di più autonomo, meritano di sapere cosa sta succedendo soprattutto se si tratta della loro salute e di una battaglia che si vince solo se la comunità è consapevole della realtà dei fatti e mette in campo quelle attenzioni necessarie per evitare di diffondere il contagio.

 

Fugatti continua a ripetere che quando il ministero gli chiederà di dare i dati completi lui li darà ma intanto ci sono comuni che finiscono in zona rossa per dei numeri che nemmeno conoscono (se Castello Tesino anche da soli positivi ai tamponi molecolari già ieri era al 3,6% e quindi era destinata a diventare zona rossa, Baselga di Piné era ferma a quota 1,9% e solo grazie al sindaco Santuari e a il Dolomiti che aveva comunicato il dato reale si sapeva che era al 3,2% da due giorni. Mentre Bedollo ieri da dati ufficiali era solo all'1,7% ma si è ritrovata anch'essa zona rossa). 

 

''Non ci vuole molto a superare il limite del 3% che porrebbe Pergine in Zona Rossa - ha concluso Oss Emer -. Dal comportamento sconsiderato di molti perginesi sembra che si stia facendo di tutto per arrivarci. Ed allora vi illustro quali potranno essere eventualmente le prescrizioni che sono previste nel caso si andasse in zona rossa come per esempio quelle imposte sull’Altopiano di Piné. Vedete un po’ voi''.

 

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