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Coronavirus, riaprono i locali ed è subito movida (IL VIDEO), Zaia shock: ''Li aspetteremo alle porte degli ospedali. Siamo preoccupati, non ci siamo proprio''

Molto duro il presidente della Regione Veneto su quanto visto in queste prime 24 ore di riaperture: ''Le centinaia di persone uscite a far festa e movida in queste ore sono magari sono quelli che sui social fanno la morale e si lamentano che le cose vanno male. Chi pensa che sia finito tutto è sulla strada sbagliata''

Pubblicato il - 19 maggio 2020 - 15:46

VENEZIA. ''Stiamo seguendo con apprensione la movida a cielo aperto avvenuta dopo la riapertura di bar e locali. Ho ricevuto decine di foto di persone al bar senza mascherina con lo spritz in mano. Non ci siamo proprio''. E' parso molto arrabbiato e preoccupato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia quest'oggi. D'altronde da ogni dopo le riaperture di ieri, sono state tante le feste, gli aperitivi e, più in generale, la movida che è tornata ad animare i centri storici di molte cittadine.

 

Dopo due mesi di lockdown molte persone, evidentemente, non aspettavano altro che questo ma il risultato non è stato positivo: grandi assembramenti, poche mascherine e ancora meno quelle indossate correttamente. D'altronde l'aperitivo all'aperto si trasforma rapidamente in qualcosa di ''rischioso'' tra quello che fuma la sigarette e quindi non indossa la mascherina, quello che beve che se l'abbassa e i troppi che ancora non hanno capito che anche parlare al telefono è possibile indossandola correttamente. Poi ci sono quelli che la tengono con il naso fuori e quelli che rischiano le multe (salatissime in Veneto dai 400 ai 3.000 euro) e proprio non la indossano.

 

Non era questo, secondo Zaia, quel che sarebbe dovuto succedere a partire da ieri. Una riapertura delle attività votata più a far ripartire l'economia e basata su un patto con i cittadini a rispettare le regole, ad evitare assembramenti, a ridurre al minimo i rischi di contagio. "Non ho nulla contro le feste - ha spiegato il governatore del Veneto - ma divieto di assembramenti e uso della mascherina sono le conditio sine qua non, i salva vita per la tutela dei cittadini. Trovo assurdo doverlo ripetere ogni giorno: le centinaia di persone uscite a far festa e movida in queste ore sono magari sono quelli che sui social fanno la morale e si lamentano che le cose vanno male. Li aspetteremo alle porte degli ospedali. Chi pensa che sia finito tutto è sulla strada sbagliata''.

 

Ed effettivamente è incredibile quanto visto in sole 24 ore. Come se, dopo tutte le rinunce e la fatica che si è fatta in questi due mesi, non si potesse aspettare ancora qualche settimana per i primi aperitivi di massa privilegiando uscite brevi, consumando in sicurezza (aiutando così anche i locali) ed evitando situazioni di quel tipo.

 

 

 

 

''Il virus non avrà più a sua disposizione una mitragliatrice ma è come se fosse un cecchino - ha spiegato ancora Zaia - se ci contagia gli ospedali si tornano a riempire e torniamo al punto di partenza. Ora che abbiamo svuotato gli ospedali la responsabilità di contenere il contagio spetta ai cittadini non più ai medici. Le regole d'ingaggio sono chiare: fino al 2 giugno bisogna rispettare tutte le norme. Mi appello ai giovani e ai cittadini: siate prudenti. Se tra dieci giorni i contagi torneranno ad aumentare chiuderemo di nuovo tutto. Ai complottisti dico: pensate ai 1820 morti che il Veneto ha avuto. Ci vuole un minimo di rispetto''.

 

 

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