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Zaia: ''Dal 18 riapriamo tutto ma va sciolto il nodo delle linee guida. Quelle dell'Inail in alcuni passaggi sono imbarazzanti ''

Il presidente del Veneto ha ricordato come il turismo sia uno dei comparti più colpiti dalla situazione attuale e quello del Garda (che vive di spiagge piccole, cittadine affollate e visitatori esteri) è tra i più a rischio. ''Noi da lunedì ripartiamo e ci metto la firma sull'ordinanza perché mi fido dei veneti. Però dal 18 se vediamo qualcuno senza mascherina abbiamo diritto di arrabbiarci tutti di più''

Pubblicato il - 13 maggio 2020 - 15:37

VENEZIA. ''Noi vogliamo riaprire tutto bar, ristoranti, spiagge, attività commerciali, servizi alla persona, centri sportivi, palestre e piscine''. Luca Zaia nell'odierna conferenza stampa ha spiegato che il Veneto scalpita e da lunedì tornerà a regime praticamente con ogni attività. ''Se il Governo ci dà l'ok l'ordinanza porterà la mia firma e lo faccio sapendo che i veneti sono responsabili'' ha aggiunto ricordando, però, che bisognerà rispettare le regole sulla sicurezza e che, per questo, ''se da lunedì vediamo qualcuno senza mascherina abbiamo diritto di arrabbiarci tutti di più''. E quindi ha criticato duramente le linee guida dell'Inail per la riapertura delle attività specificando che in alcuni passaggi sono ''imbarazzanti''. Le regioni, quindi, sarebbero al lavoro con il Governo per fare in modo che queste linee guida vengano applicate qualora i dipartimenti di prevenzione regionali non abbiano provveduto a realizzarne di proprie.

 

Ed infatti la Giunta regionale del Veneto ha già licenziato il Piano per la riapertura delle attività produttive, finalizzato a sostenere le aziende nella gestione della "Fase 2". Due sono gli elementi che lo compongono: un "Manuale per la riapertura delle attività produttive" con indicazioni operative pratiche per riprendere o continuare le attività mettendo al centro la salute dei lavoratori e un "Progetto pilota" finalizzato a testare il modello (sanitario, organizzativo, informativo) e a valutarne l'estensione e la sostenibilità su scala più ampia. Si tratta di documenti che hanno visto la condivisione e collaborazione di pubblica amministrazione, parti sociali e rappresentanti delle categorie economiche.

 

Il tutto per cercare di frenare la crisi che, ha spiegato sempre Zaia, è già costata ''50mila posti di lavoro e di questi 35mila nel mondo della accoglienza. Mi domando - ha attaccato il presidente del Veneto - cosa stia facendo il ministro degli Esteri visto che Germani e Croazia stanno aprendo ai turisti''. E quindi ha ricordato che anche sulle spiagge è prioritario ripartire con ''distanziamenti tra file di ombrelloni di 3 metri e tra i singoli ombrelloni di altri 2 metri'' con una preoccupazione in più: quella legata al Garda che è caratterizzato da tante piccole spiaggette, da calette accompagnate a cittadine molto compatte con stradine strette e affollate e che da sempre vive in gran parte di turismo estero. ''E' una tragedia - ha sottolineato Zaia - stiamo colpendo la prima industria del Veneto, quella del turismo. Bisogna risolvere anche questo problema.

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