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Coronavirus, Zaia al Governo: ''Il 18 maggio riapriamo tutto, le Regioni sono unite''. Sul virus manipolato spiega: ''E' letteratura scientifica''

Il governatore del Veneto ha fatto il punto sui rapporto con il Governo annunciando un vertice che si terrà domani con le Regioni. "Con i dati che abbiamo è incomprensibile continuare le chiusure dopo il 18".

Pubblicato il - 10 maggio 2020 - 14:17

VERONA. “Il 18 maggio vogliamo riaprire tutto e su questo c'è la quasi totalità di convergenza tra i governatori”. Luca Zaia torna a chiedere a gran voce la ripartenza di tutte le attività annunciando anche, tra l'altro, un incontro che domani si terrà tra il Governo e le Regioni per riuscire a ripartire.

 

“Noi come governatori – ha spiegato Zaia - abbiamo sottolineato la difficoltà e anche l'incomprensione di molti di tenere chiuso alla luce dei dati sanitari che abbiamo. Abbiamo sentito parlare di ipotesi d'apertura il primo di giugno ma per noi questa data è era glaciale, è troppo lontana”.

 

Il governatore del Veneto ha voluto chiarire che non si vuole mettere in campo alcun “atto di irresponsabilità” tenendo ben presenti le osservazioni che arrivano dalla comunità scientifica.  “Noi pensiamo che il punto di caduta – ha affermato - sia il 18 maggio e che ci debbano essere le aperture di tutto. Lo chiediamo con assoluto senso di responsabilità”.

 

Rivolto poi a Roma ha sottolineato “la leale collaborazione che è sempre stata garantita nei confronti del Governo facendo questo percorso in questi mesi di rispetto e di difficili scelte. Ora però abbiamo chiesto che si prenda in mano questa partita e la si chiarisca immediatamente”. Da qui la richiesta di un incontro che si terrà domani.

 

Luca Zaia è poi tornato sulla polemica che lo ha investito dopo aver detto che “Se il virus perde forza, allora forse c'è qualcosa di artificiale”. (QUI L'ARTICOLO)

“Trovo strano questo Paese – ha affermato in conferenza stampa - nel quale se uno propone un ragionamento c'è sempre qualcuno che abbia da deridere. Non capisco per quale motivo dobbiamo omologarci alla linea di pensiero data per assodata. Io quello ho detto l'ho letto nella letteratura scientifica”.

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