Coronavirus, rientra dalla seconda casa a Cortina: moglie di un manager fermata, multata e fatta tornare indietro
La donna ha avuto la sfortuna di essere fermata dopo 24 ore dalla stessa pattuglia delle forze dell'ordine che il giorno prima aveva fermato il marito. Quest'ultimo aveva dato le stesse motivazioni lavorative che si erano poi rivelate false. Sono stati multati entrambi di 500 euro, ora la donna dovrà aspettare la fine delle limitazioni a Cortina

BELLUNO. Non diminuiranno anche oggi i controlli da parte delle forze dell'ordine sulle principali vie di comunicazione e non solo. L'attenzione è massima per far rispettare tutte le misure restrittive messe in campo per il coronavirus.
A finire nei guai ieri è stata una donna che, con il figlio, stava scendendo da Cortina in macchina per raggiungere Padova, dove risiede. Durante il tragitto è incappata nella stessa pattuglia della polizia che, per sua sfortuna aveva fermato il giorno precedente il marito della donna, un imprenditore padovano, assieme alla madre di questi.
I due secondo l'autocertificazione fornita avevano spiegato di avere degli impegni lavorativi inderogabili essendo l'uomo amministratore delegato di una società. Così sono stati fatti proseguire.
Gli agenti, però, hanno proseguito con le verifiche e grazie ai controlli in questura si è capito che quella fornita era una scusa. Sono stati quindi sanzionati.
La vera sorpresa c'è stata quando i poliziotti hanno pizzicato 24 ore dopo, allo stesso posto di blocco a Longarone, anche la moglie del manager, e suo figlio. La donna ha usato la stessa scusa del marito ma questa volta la sanzione di 500 euro è arrivata immediatamente.
Madre e figlio sono stati rimandati a Cortina, fino a quando non saranno più in vigore le restrizioni sugli spostamenti. Ora, quindi, il marito dovrà stare a Padova e la moglie con il figlio nella seconda casa in montagna.














