Coronavirus, viene fermata mentre rincasa dallo studio ma la professione rientra nelle attività sanitarie attive, psicologa multata
A nulla è valso l'aver con sé l'autocertificazione, così come i documenti che attestano la regolare iscrizione all'albo dell'Ordine degli psicologi e i documenti del Consiglio dell'Ordine nazionale. Anzi, queste carte non sarebbero nemmeno state prese in considerazione dai due agenti che si sarebbero limitati a contestare il diritto della donna a recarsi al lavoro e staccare la conseguente sanzione

TRENTO. E' rientrata all'abitazione dal proprio studio, ma viene fermata dalla pattuglia delle forze dell'ordine. E' stata multata per la violazione del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Una vicenda che ricorda molto da vicino quella raccontata nei giorni scorsi, capitata tra Isera e Rovereto, a un'infermiera delle cure domiciliari con il compagno impegnato nel terapia intensiva all'ospedale (Qui articolo).
Questa volta è successo a Trento nel corso della tarda mattinata di venerdì 7 aprile e protagonista dell'episodio è una psicologa e psicoterapeuta regolarmente iscritta all'albo. La professionista stava rincasando a piedi, un paio di chilometri e una mezz'oretta di spostamento tra studio professionale e abitazione, quando ha incrociato le forze dell'ordine. La donna è stata fermata, fin qui nulla di strano, normale e giusto controllo per monitorare il territorio e verificare il rispetto delle normative vigenti per fronteggiare l'emergenza coronavirus.
Ma anche in questo caso, qualcosa è andato storto, tanto che per la professionista è arrivata una multa. A nulla è valso l'aver con sé l'autocertificazione, così come i documenti che attestano la regolare iscrizione all'albo dell'Ordine degli psicologi e i documenti del Consiglio dell'Ordine nazionale. Anzi, queste carte non sarebbero nemmeno state prese in considerazione tout-court dai due agenti che si sarebbero limitati a contestare il diritto della donna a recarsi al lavoro e staccare così la conseguente sanzione.
Un episodio che non sarà destinato a terminare qui tra ricorsi e carte bollate per cercare di far cancellare la sanzione. Quella degli psicologi è una figura professionale che rientra tra le attività sanitarie nel codice Ateco 86 e che possono quindi restare attive ai tempi della pandemia e del lockdown.
In questo momento, infatti, è tra i comparti più importanti per seguire le sacche di fragilità, cittadini che maggiormente possono accusare ripercussioni emotive per il distanziamento sociale e la serrata generale oppure per un lutto in pieno periodo coronavirus, un momento nel quale non è possibile salutare degnamente un proprio caro e che può lasciare strascichi pesanti, senza dimenticare la necessità di supportare tante persone provate da questa situazione, compreso quel personale sanitario impegnato in prima linea in modo estenuante ormai da oltre un mese nelle strutture sanitarie sul territorio provinciale a vari livelli.













