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Coronavirus, “schedate” le persone in quarantena, Fugatti: “Attenzione le forze dell’ordine sanno chi siete”

L’Apss ha realizzato un archivio centralizzato che è stato messo a disposizione delle forze dell’ordine: in questo modo, durante un controllo, sarà possibile capire immediatamente se la persona in questione si trovava in quarantena o meno. Fugatti: “Il registro servirà per facilitare i controlli e impedire atteggiamenti disinvolti e rischiosi per la comunità”

Di Tiziano Grottolo - 26 marzo 2020 - 19:46

TRENTO. Con l’entra in vigore dell’ultimo decreto del 25 marzo sono state adottate nuove e più stringenti misure restrittive, in particolare è previsto anche il “divieto assoluto” di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al coronavirus. Inoltre è prevista “l’applicazione della misura della quarantena precauzionale ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva”.

 

Anche in Trentino si è proseguito sulla strada delle restrizioni, anzi recentemente l’azienda sanitaria ha stilato un elenco delle persone sottoposte alla quarantena che si trovano nel proprio domicilio: “Il numero dei soggetti che si trovano in isolamento fiduciario è aumentato per questo in collaborazione con il dipartimento di prevenzione abbiamo creato un archivio centralizzato”, ha affermato Paolo Bordon direttore generale dell'Apss.

 

L’archivio sarà costantemente aggiornato e sarà accessibile anche alle forze dell’ordine che in questo modo potranno verificare che le persone sottoposte a controlli non debbano in realtà trovarsi in isolamento nella propria abitazione.

 

Al contrario di quanto richiesto da alcuni sindaci il registro non sarà accessibile anche a loro: “Ci muoviamo in un campo delicato come quello della privacy – ha precisato Bordon – le informazioni in nostro possesso sono veicolate tramite la protezione civile alle forze dell’ordine. È evidente – continua il direttore dell’Apss – che da una persona che accetta l’isolamento fiduciario ci si aspetta un comportamento responsabile, ma se non lo fosse questo potrebbe mettere a rischio il concetto di salute pubblica”.

 

L’archivio studiato per facilitare i controlli e “impedire atteggiamenti disinvolti e rischiosi per la comunità” è già operativo: “Uscire dalla quarantena è un reato – ha ricordato Maurizio Fugatti – la lista è già nella disponibilità delle forze dell’ordine,  quindi attenzione perché sanno chi siete e sanno che dovete restare 14 giorni in casa dall’ultimo contatto con la persona contagiata”, ha avvertito il presidente della Pat.

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